Assolutamente famosi
Belgio/Francia/Olanda, 2000
Durata: 97'
Genere: Commedia
Regia: Dominique Deruddere
Cast: Josse De Pauw, Eva van der Gucht
Una formidabile commedia, record di risate a Venezia, su come ottenere fama e successo...a qualunque costo! In un'assortita giungla di fenomeni, imitatori e aspiranti star, un padre squinternato è determinato a far ottenere un provino alla figlia che sogna di diventare una cantante di successo. Rapimentoi, ricatti e colpi di scena in una cornice di scatenata comicità!
Su una tematica di importanza cruciale - la chiusura delle fabbriche - Dominique Deruddere mette in scena una delle reazioni più tipiche dai tempi di Full Monty, lingresso trionfale della classe operaia nel mondo dello spettacolo, visto che non può entrare più da nessunaltra parte e che è lunico modo oggi, per esistere.
Jean è operaio e appassionato di musica, scrive canzoni, ha un ottimismo irriducibile sotto lo sguardo un po rassegnato della sua famigliola. Desidera più di tutto il successo della figliolona, la quale si diverte di più a cantare per i bambini del doposcuola che ad esibirsi nei vari concorsi canori ai quali arriva sempre ultima.
L'improvviso licenziamento dalla fabbrica in fallimento gli dà per così dire alla testa. Così che quando resta con la sua Ford in panne e la diva della canzone Debbie, lidolo dei Paesi Bassi, appassionata di meccanica, si trova a passare di lì e si offre di dare uno sguardo al motore, lui non ci pensa due volte e la rapisce, con lo scopo di chiedere al discografico come riscatto unaudizione per la figlia e una apparizione nello show delle voci nuove.
Unamarezza sconcertante, senza scampo, invade il racconto come un'unica nota dominante, ma lo si coglie solo dopo un po che ci si trova a sghignazzare con perfidia per quei personaggi tanto scombinati: è uno dei due aspetti del cinema belga, uno dei più interessanti in Europa, così etereo quando si tratta del malinconico surrealismo francofono, e tanto plumbeo in caso di humour fiammingo.
La situazione nasce come patetica e arriva allassurdo, per poi toccare note sentimentali e quindi ancora follie vertiginose. Come ad esempio la «mise» che indossa Debbie, una tuta da ciclista, come si conviene agli emuli del Leone delle Fiandre; o la maschera di Michael Jackson che Jean indossa per contattare il discografico. O anche il motivo della canzone da hit parade semplicemente canticchiata da Jean al registratore con sublime piattezza perché quello è lunico mezzo tecnico di cui dispone, un tormentone che quanto più mette tristezza tanto più affascina per la sua comicità.
E Jean è Josse De Pauw, premiato come migliore attore belga per Crazy Love (87) lesordio di Deruddere, e tra i protagonisti di Toto le héros.
Dominique Deruddere che è stato in ballo con questo film per la nomination allOscar come migliore film straniero, aveva colpito Coppola con il suo Aspetta primavera Bandini dell89 (gli aveva concesso lonore del Coppola presents davanti ai titoli), prima trasposizione cinematografica di un romanzo di John Fante. Ma mentre lì non decollava, qui il racconto è straordinariamente ricco nelle sue implicazioni e si alimenta in più della ferocia con cui si fanno fuori milioni di lavoratori oggi in Europa: Poi un giorno ti tolgono il lavoro e con il lavoro tutto, la dignità, il sonno, dice Jean al suo giovane compagno di turno e di avventure. Tutto, anche i sogni e il successo, poiché è il network a impadronirsi e pilotare tutta la storia.
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