Der Kinderberg | Da Bude Svetlost | Aut Out
58° TrentoFilmFestival
Proiezioni
DER KINDERBERG
58° Trento Film Festival 2010 CONCORSO
Reinhardt Björn
ROMANIA, 2009 / DURATA: 60'
Se mai dovessero parlare della loro ricchezza, gli abitanti di Obcina si riferirebbero senza dubbio al numero dei loro bambini. Proprio loro infatti, con una spensieratezza incontaminata, rendono particolare questo già pittoresco villaggio di montagna. Il film ripercorre la routine estiva di un gruppo di bambini. Tutti sprigionano un'allegria speciale che, come in un sogno, attira inesorabilmente la curiosità sulla loro vivace vita di montagna. I bambini fanno fronte all'inspiegabile assenza dei loro genitori con ammirevole impegno: coltivano gli orti e cucinano i pasti, si occupano di mucche e pecore, e utilizzano un sacco della loro preziosa immaginazione per tenersi occupati.
DA BUDE SVETLOST
58° Trento Film Festival 2010 CONCORSO
Vladimir Perovic
SERBIA, 2008 / DURATA: 22'
Ambientato nella Serbia orientale, il film racconta la storia di una famiglia che vive in un luogo solitario ma particolarmente soleggiato. Le immagini testimoniano la vita primordiale di queste persone in una regione montuosa isolata, dove ogni azione è in stretto contatto con gli elementi naturali. Nelle vicinanze, però, è stata da poco installata un'imponente centrale idroelettrica. Il paradosso è che questa famiglia vive sotto la luce di una lampada ad olio. Tutto ciò che desiderano, che necessitano, che cercano, è l'energia elettrica. Ma non possono averla, mentre vicino a loro il ruggito costante della centrale produce milioni di chilowatt.
PRODUZIONE: RTV - RADIO TELEVISION OF VOJOVODINA
AUT OUT
58° Trento Film Festival 2010 CONCORSO
Alberto Grossi
ITALIA, 2010 / DURATA: 15'
Ogni anno oltre quattro milioni di metri cubi di roccia vengono portati via dalle Alpi Apuane. Giorno dopo giorno queste montagne si sgretolano, dopo che la terra, per generarle, ha impiegato venti milioni di anni. Qui si scavano i marmi bianchi tanto cari a Michelangelo. Qui, dove la distruzione viene chiamata produzione, le cave vengono chiamate agri marmiferi, e sulle strade dei marmi transitano camion con polveri e sassi. Ma nonostante questo enorme sacrificio ambientale, i problemi economici e di occupazione di una delle province più fortunate, per clima e ricchezza ambientale, e più depresse d'Italia non sono ancora stati risolti.