El Alamein
Italia, 2002
Durata: 117'
Genere: Guerra
Regia: Enzo Monteleone
Cast: Silvio Orlando, Emilio Solfrizzi, Roberto Citran, Giuseppe Cederna
Ad El Alamein (23 ottobre - 1 novembre 1942) l'Armata Italo-tedesca viene sbaragliata e costretta ad una ritirata umiliante: è la prima grande sconfitta dell'esercito tedesco. Assieme alla battaglia di Stalingrado e allo sbarco in Normandia è stata una delle svolte fondamentali della Seconda Guerra Mondiale. Accanto ai tedeschi nella lotta contro gli inglesi c'erano dunque anche gli italiani, un esercito di soldati male armati, ma valorosi, abbandonati a se stessi, straccioni ma pieni d'orgoglio, capaci comunque di eroismi contro un nemico troppo forte e un alleato che li disprezza.
Il 23 ottobre 1942, alle otto e quaranta della sera, nella zona compresa tra la piccola stazione ferroviaria di El Alamein e la depressione di El Qattàra, si scatenò la battaglia decisiva fra le forze dellasse italo-tedesco e quelle inglesi. Ben presto, lesito dello scontro apparve segnato: troppo soverchiante la sproporzione delle forze in campo (lottava Armata del generale Montgomery aveva il doppio dei cannoni, dei carri e degli aerei), tanto che lesercito germanico - Rommel era a Berlino già il 26 ottobre - si ritirò immediatamente . Non così accadde per le nostre truppe: mal equipaggiate ed abbandonate a se medesime, con limperitura parola dordine di resistere, esse si batterono quasi a mani nude contro la micidiale macchina bellica degli avversari, lasciando sul campo migliaia di caduti. Alla resa, ebbero lonore delle armi.
A sessantanni di distanza da quei fatti, detta vicenda storica rivive sullo schermo nellappassionata ricostruzione del regista Enzo Monteleone. El Alamein - La linea del fuoco non sinscrive però nella nuova linea del film bellico, tendente alla spettacolarizzazione della morte e dei più crudi combattimenti. Piuttosto, il regista di Ormai è fatta! ha tenuto presente la lezione del Rossellini di Paisà, mettendo in scena le storie di individui qualunque alle prese con fatti più grandi di loro, affrontati senza rinnegare la propria carica di umanità. Lineare nello svolgimento, nobile negli intenti, lopera ha toni quasi intimistici (pur se è assai suggestiva lunica scena di battaglia, con le sagome spettrali dei militi che si stagliano nella notte): un bel risultato, tra i più degni duna stagione iniziata in tono minore dal nostro cinema.
Francesco Troiano
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