El Campo (Il campo)
Le Giornate della Mostra
El Campo (Il campo)
di Hernan Belòn
Argentina/Italia - 82'
(sottotitolato in italiano)
Sceneggiatura: Hernán Belón, Valeria Radivo
Fotografia: Guillermo Nieto
Montaggio: Natalie Cristiani
Musiche: Antonio Fresa, Luigi Scialdone
Suono: Fernando Soldevila
Costumi: Anna Franca Ostrovsky
Scenografia: Walter Cornas
Interpreti: Leonardo Sbaraglia (Santiago), Dolores Fonzi (Elisa), Matilda Manzano (Matilda), Pochi Ducasse (odelsia), Juan Villegas (Alberto)
Produttore esecutivo: Joana DAlessio
Produzione: Joana DAlessio, Hernán Belón, Giorgio Magliulo, Luciano Stella, Thierry Lenouvel
La casa in campagna appena acquistata da due giovani coniugi, Santiago ed Elisa, con una bambina piccola, si trasforma ben presto in un luogo inquietante. Non soltanto lo spazio domestico, ma anche lambiente rurale, il vuoto circostante e la gente del circondario mettono sempre più a disagio Elisa, perennemente allarmata da ogni rumore notturno, ogni visita inaspettata, ogni circostanza che la trova impreparata. Anche i rapporti affettivi e sessuali tra Santiago ed Elisa subiscono il contraccolpo di questa nuova situazione. Tutto ciò sta progressivamente destabilizzando non soltanto lequilibrio della coppia, ma anche quello psichico della donna, allarmata tra laltro per lincolumità della bambina dentro una cornice di eventi, persone, animali, luoghi, improvvisi sbalzi dumore.
Nellattuale fase in cui il cinema contemporaneo stenta a percorrere strade autenticamente originali a livello di sperimentazione e in cui rischia anche di irrigidirsi in standard narrativi privi di slancio, lopera prima di Hernán Belón, Il campo, offre una soluzione intermedia - ma non di compromesso - estremamente ricca e suggestiva. La trovata più efficace del film è la sua apparente tipicità. Una tipicità che induce lo spettatore ogni volta a immaginare sviluppi possibili, collaudati dalla tradizione cinematografica, condizionati da precisi generi di riferimento. Il film però, dopo aver ostentato questi tracciati, sceglie sistematicamente di prendere in contropiede lo spettatore, lo induce a ricredersi e a rifare i conti con la propria mappa mentale. Detto meglio, Il campo dal principio suscita impressioni contrastanti, induce a credere di trovarsi di fronte allo schema incontrovertibile di un horror, forse di un thriller, magari anche solo di un film fantastico. La giovane coppia di protagonisti, con la bambina molto piccola e perciò ancora più inerme, si presenta come il prototipo della famiglia media che si ritrova sbalzata da un momento allaltro in una situazione incontrollabile, spaventosa, strisciante. Sono, o piuttosto sembrano essere, personaggi ordinari costretti loro malgrado ad affrontare circostanze straordinarie. È proprio dalla calma piatta a trarre linfa vitale - a colpo sicuro - quella suspence che ogni volta si crede debba prendere definitivamente il sopravvento. E che invece il film lascia stemperare, provvede puntualmente a disinnescare. Si ha così limpressione che leffetto pieno di queste forze esterne, di queste minacce occulte, di questi pericoli impercettibili sia soltanto rimandato, o che lappuntamento con il male e di conseguenza lentrata in scena e in quadro delloggetto invisibile e insidioso della paura siano soltanto stati dilazionati, come si conviene a un film di genere con lobbligo di far spavento. Ma Il campo è unaltra cosa. Tutto sta a scoprirlo in tempo
L'argentino Hernán Belón, diplomatosi alla Film School of the National Institute of Cinema, ha lavorato come regista, produttore esecutivo, montatore e assistente alla regia. Ha diretto il cortometraggio Aluap (1997), il film per la tv Fish & Pay (2003), i documentari Land of Refuge (2005), The Foro (2006), The Tango of My Life (2008), Sofia Cumple 100 Años (2009). Il campo è il suo primo film di finzione.