El Lenguaje de los Machetes (Il linguaggio dei machete)
Le Giornate della Mostra
El Lenguaje de los Machetes (Il linguaggio dei machete)
di Kyzza Terrazas
Messico - 82'
(sottotitolato in italiano)
Sceneggiatura: Kyzza Terrazas
Fotografia: Christian Rivera
Montaggio: Yibrán Asuad, Miguel Musálem
Musiche: Jessy Bulbo
Suono: Alejandro De Icaza
Costumi: Anna Terrazas
Scenografia: Christopher Lagunes
Interpreti: Andrés Almeida (Ray), Jessy Bulbo (Ramona), Edwarda Gurrola (Disneylandia), Luisa Huertas (mamma di Ramona), Julieta Egurrola (mamma di Ray), José Macías (Don Urique), Rodrigo Corea (Poli)
Produttori esecutivi: Gabriel Nuncio, Gael García Bernal, Diego Luna, Liliana Torres, Yibrán Asuad, Gerardo Naranjo, Natalia Beristain Produzione Rafael Ley, Kyzza Terrazas
Ray e Ramona, entrambi trentenni, stanno insieme da tanto tempo. E insieme si preparano a compiere un gesto estremo, incomprensibile. Bardati di candelotti di dinamite compiranno un attentato in un luogo pubblico. Come sono arrivati a concepire un gesto così nichilista, tragico e senza appello? Ray, di estrazione borghese e in conflitto con la famiglia, è sempre stato un attivista politico, disposto a battersi attivamente in manifestazioni pubbliche per i diritti umani e la giustizia sociale, Ramona invece è la scatenata cantante di un gruppo punk. La loro frenetica storia damore, incentrata sul comune sentimento anarcoide, è spesso anche increspata da fasi di forte conflittualità. Salvo condurli fino al punto di non ritorno dellattentato suicida, che spietatamente impone che non ci siano ripensamenti.
Linizio del film, così forte, radicale, inequivocabile, introduce lo spettatore in un contesto in cui le scelte sembrano essere state già fatte. Dove cioè non è possibile cambiare il corso degli eventi, giunto a un punto in cui tornare indietro sembra se non impossibile altamente improbabile. Dal principio insomma lopera prima di Kyzza Terrazas, che ha letà più o meno dei suoi tragici personaggi, impone unatmosfera molto concitata, una dimensione sentimentale, politica ed esistenziale sopra le righe, senza misure intermedie. In cui la vita e la morte procedono di pari passo. Ogni scelta, ogni passaggio, ogni istante della relazione damore dei due protagonisti ha il sapore di un gesto eroico, unico, irripetibile. In questo contesto il rock di Ramona e lattivismo politico di Ray si equivalgono, ma soprattutto delineano un terreno comune di disagio giovanile o di chi si sta lasciando alle spalle la prima giovinezza e si interroga sulla sorte individuale, sul senso della vita di coppia, e cerca nelle sorti del mondo e nel bagno di folla, durante un corteo o durante una manifestazione di protesta, a rischio di subire la violenza delle forze dellordine, una risposta coerente o comunque istintiva, nevrotica, sintomatica ai dilemmi privati. Eppure in questa relazione, in questo gioco di condivisione assoluta, senza compromessi di sorta, a suo modo vitale anche al cospetto della morte imminente (esperienza autodistruttiva peraltro vissuta come toccasana e sigillo romantico di condivisione totale), qualcosa non va. Cè però unombra che aleggia sullimpressione di perfetta sintonia, pur tra liti e incomprensioni, che i due amanti trasmettono. Forse luomo e la donna non affrontano il rapporto con eguale generosità, non sono disposti nella stessa misura a darsi luno allaltra alla pari, non ci credono fino in fondo nello stesso modo tutti e due...
Kyzza Terrazas, trentaquattrenne originario di Nairobi, ha studiato cinema alla Columbia University di New York. Ha pubblicato il suo primo libro di racconti nel 1997 e un secondo nel 2010. Ha realizzato vari cortometraggi come sceneggiatore, produttore e regista. Ha anche firmato la sceneggiatura di Deficit, diretto da Gael Garcìa Bernal, e presentato nel 2007 alla Semaine de la Critique di Cannes. Lavora attualmente come responsabile del settore degli home movies alla Cineteca Nazionale messicana.
organizzazione: P.A.T. Assessorato alla Cultura - Trentino Film Commission - Settimana internazionale della critica