Emigrazione tra fiction e studio
In occasione della rappresentazione teatrale di e con Andrea Castelli "Da qui a là... ci vuole 30 giorni": emigrazione tra fiction e studio.
Incontro con Renzo Maria GROSSELLI, autore dei volumi "Il tirolese" (Verona, Cierre, 2007) e "Oltre ogni confine" (Trento, Museo storico in Trento, 2007, e il critico Paolo TONIOLATTI, che analizzeranno il tema dell'emigrazione come materia narrativa e come oggetto di indagine.
Renzo M. Grosselli, giornalista, inviato speciale dell'Adige, per più di vent'anni ha portato avanti ricerche di taglio storico, e prodotti libri e saggi, attorno a due temi: l'emigrazione trentina e italiana e la memoria orale della comunità trentina. Per più di un decennio ha fatto la spola tra il Trentino e l'America Latina (Brasile, Argentina, Cile e Uruguay soprattutto) per ricostruire la vicenda storica dell'emigrazione italiana verso quelle terre. Ha al suo attivo anche circa un migliaio di ore di registrazioni sonore che hanno teso a ricostruire la memoria orale trentina su vari temi: l'epoca delle macchine ad acqua (segherie alla veneziana, mulini, fucine etc.), l'epopea dei kròmeri (venditori ambulanti), il Novecento in un villaggio trentino, i flussi migratori dalle Dolomiti dall'Ottocento al Novecento.
"Il tirolese" è il suo primo romanzo: una vicenda che, prendendo lo spunto dalla storia di una emigrazione (quella di un tirolese italiano verso il Brasile) affronta i temi dell'incontro di culture, della nascita di una nuova cultura, dell'incontro di un europeo con la foresta vergine, dell'amore fortissimo di un uomo, di più uomini, per "il mare vegetale". Ma Il tirolese è anche un romanzo d'amore e di passione, di violenza e di poesia, d'azione.
Oltre ogni confine l'emigrazione da un distretto delle Alpi tra Otto e Novecento: il Vanoi nelle testimonianze orali. Dal 1869 al 2004 i villaggi del Vanoi (unalta valle delle Dolomiti in provincia di Trento), posti tra i 760 e i 1.030 metri sul livello del mare, hanno conosciuto complessivamente una diminuzione di popolazione pari a più del 62%, passando da 4.403 a 1.651 abitanti. Si tratta di una crisi demografica di proporzioni gigantesche, che trova una sua parziale spiegazione anche, ma non solo, nel progressivo consolidamento di un fenomeno migratorio di natura permanente che, da un certo periodo in avanti, ha iniziato a interessare questa come altre zone dellarco alpino.
Rispetto al cosiddetto «modello alpino» di emigrazione, il Vanoi ha fornito, tuttavia, risposte storicamente diverse: infatti, questa zona ha sì offerto un notevole contingente di emigranti diretto verso le terre di colonizzazione del Sud America, esattamente come le basse valli trentine, venete e lombarde, ma non sembra, ad esempio, aver manifestato alcuna precoce forma di emigrazione stagionale. Quando ciò accadde, nellultimo trentennio dellOttocento, ossia quando si sviluppò il fenomeno dei venditori ambulanti di mercerie (i cosiddetti Klomèri), ciò costituiva una valida alternativa al grande salto transoceanico.
Successivamente, ancora nel corso del Novecento, lemigrazione temporanea, se non addirittura stagionale, ha continuato a rappresentare una valida opzione rispetto ad altre forme di emigrazione e sicuramente una risorsa economica importante al pari di quella garantita dallattività agricola, dallallevamento, dalla silvicoltura e, in anni più recenti, dal turismo.
Su tutti questi aspetti fa luce lAutore, da anni impegnato a recuperare le storie dei tanti protagonisti che dal Trentino mossero per emigrare altrove alla ricerca di nuove opportunità di vita
organizzazione: Comune di Trento Assessorato alla Cultura, Turismo e Biblioteche - in collaborazione con Fondazione Museo storico del Trentino