Erri De Luca in La difficile arte della fuga
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Serata evento
Giovedì 28 aprile un personaggio di spicco del panorama letterario italiano, lo scrittore e alpinista Erri De Luca, sarà protagonista del recital "La difficile arte della fuga", sul senso ed i molteplici perché dellandare in montagna.
Conduce Alberto Faustini
Praticante di alpinismo di Erri de Luca?
Sono un praticante di alpinismo, scalo pareti di montagne, strapiombi sul mare, scogli, grottoni, monoliti. Non salgo per bisogno di avvicinarmi a qualche presenza, per un'intimità col cielo. Non sono credente, il cielo per me non ha gradini per essere avvicinato. Da ogni quota raggiunta l'ho visto lontanissimo e vuoto. Vado in montagna invece per allontanarmi dal suolo, dal resto di noi, vado nei paraggi dove la nostra specie scarseggia. Salgo per procurarmi un poco di deserto, salgo per guadagnarmi il vuoto sotto i piedi. Il vuoto mi accompagna, si fa largo nel corpo, mi pulisce il fiato, gli occhi, il sangue. In una pagina per mia madre le scrissi che uscendo dal suo grembo non l'avevo lasciato vuoto, perché il vuoto l'avevo portato con me. Lo ritrovo in montagna, residuo di un distacco materno. ?Scalo cercando di non fare rumore, di non lasciare tracce. Non adopero la polverina bianca della magnesite per migliorare l'aderenza, non firmo il libro di vetta. Sgombero il campo alla svelta, mi tolgo volentieri dal poligono di tiro dei fulmini, dai calcinculo del vento. La cima non è per me un traguardo, solo il punto oltre il quale non posso proseguire in alto. La cima è l'arrivo in fondo al vicolo cieco del cielo, da dove tornare indietro?In montagna so con più certezza di essere un ospite del mondo, uno di passaggio, non garantito da nessun invito. Lassù dove ogni animale è il prodotto rifinito di un adattamento alle avversità, la nostra specie si aggira goffa, lenta, intrusa. Non riconosco altro movente all'alpinismo al di fuori della ricerca della bellezza. Siamo esseri affascinati dalla meraviglia. La più progredita scienza dell'antichità fu perciò l'astronomia, il desiderio di spiegarsi la notte con le sue carovane di stelle. Chi ha dormito una notte in montagna, bivaccando in parete, su una cima, sa che quel punto conteneva il perfetto centro di un compasso, il cui secondo braccio arrivava all'infinito? Chi ha pratica di alpinismo ha perduto amici che scalavano. Ognuno di noi è un resto di altri appassionati, spesso di molto più capaci, che hanno consumato all'improvviso la dote di fortuna necessaria. Ognuno di noi sa, iniziando il suo giorno in parete, che nessuna esperienza accumulata, nessun equipaggiamento, garantisce l'incolumità. La bellezza lassù ha un costo messo in conto. La borraccia di ognuno deve contenere un pizzico di sale di fortuna, benedetto, che si ringrazia a sera a mani stanche.
Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950 in una famiglia della media-borghesia.?Ha diciotto anni nel 1968 e frequenta il liceo francese di Roma. E' a partire da quest'epoca che abbraccia l'azione politica, respingendo la carriera diplomatica alla quale era avviato. Negli anni '70, è dirigente attivo nel movimento d'estrema sinistra Lotta Continua diretto da Adriano Sofri. Sarà in seguito operaio qualificato alla FIAT, magazziniere all'aeroporto di Catania, camionista, poi muratore, e come tale lavorerà in diversi cantieri francesi, africani o italiani. Benché non avesse smesso di scrivere dall'età di vent'anni, il suo primo libro, Non ora, non qui, è pubblicato in Italia soltanto nel 1989. Ha imparato numerose lingue da autodidatta, tra cui lo yiddish e l'ebraico per tradurre la Bibbia, alla quale dedica ogni giorno un'ora di lettura, anche se si dichiara non credente.?Collabora a diversi giornali (La Repubblica, Il Manifesto...) e oltre i suoi articoli d'opinione, scrive anche sulla montagna. E' ugualmente un alpinista ed un arrampicatore emerito. Ha pubblicato numerosi saggi e romanzi di successo tra cui vale la pena di ricordare: Tre cavalli (1999), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), In nome della madre (2006), Sulla traccia di Nives (2006), Il giorno prima della felicità (2009), Il peso della farfalla (2009), E disse (2011).