FilmFestival: In tempo ma rubato
57° TrentoFilmFestival
Proiezioni
In tempo ma rubato
Regia: Marco Paolini
ITALIA, 2009
Il documentario è suddiviso in vari capitoli distinti, come i movimenti di una sonata. Le immagini seguono logiche musicali, in una specie di partitura dove i vari capitoli sono contrassegnati con i termini della musica: allegro, allegretto con brio, pianissimo, crescendo. Ogni capitolo analizza un tema caro a Brunello: il tema della non ricerca del bel suono, il rapporto della musica con la natura, il rapporto della musica con lespressione, il rapporto della musica con linteriorità.
Ogni capitolo è inoltre contrassegnato da unesecuzione e quindi caratterizzato da uno spazio sonoro ben definito: la sala da concerto, lambiente naturale del Passo Sella, il deserto, la scatola di plexiglas... una vera e propria zona ideale che serve per esprimere un concetto e farci entrare nel suo mondo.
Nei raccordi la telecamera è posta dal punto di vista di Brunello che suona il violoncello e ci fa entrare in contatto quasi fisico con lo strumento. Limpressione è quella di essere noi che suoniamo: vediamo le sue mani da vicino come se fossero le nostre. Entriamo in contatto il più possibile con il musicista, proprio come se fossimo noi a suonare.
Il documentario è anche il racconto di una storia, un percorso a tappe che porta allesecuzione finale. Brunello ci spiega, passo passo, come realizzerà questa esecuzione e i raccordi sono i tasselli di costruzione di una grande esecuzione. Egli ci fa ascoltare e ci insegna ad ascoltare. Nellultimo capitolo si suggerisce che tutti questi temi confluiscono e si accordano nellesecuzione finale. E' incompiuto, poiché non lo vediamo davvero ma lo intuiamo soltanto, accompagnandolo dietro le quinte fino agli istanti prima dellesecuzione, quando il documentario finisce con la sua entrata in sala.
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