FilmFestival: Ottobre in Mongolia | The wooden carpet | Diario di un curato di montagna
57° TrentoFilmFestival
Proiezioni
Ottobre in Mongolia
Regia: Mario Nardin
20', ITALIA, 2009
Il bestiame costituisce ancora oggi il più ricco capitale della Mongolia. L''inverno invece rappresenta la più pesante minaccia all''economia mongola. Ogni anno ondate di gelo uccidono milioni di animali. Per i pastori nomadi della regione degli Altai mongoli, ottobre è il mese di confine con il lungo inverno. Le mandrie vengono portate verso terre non ancora pietrificate dal freddo e i pastori si raccolgono in una grande festa con aquile addestrate alla caccia. Le magnifiche ali delle aquile in volo sembrano sostenere la speranza di sopravvivenza, sfidando la suprema asprezza dell''inverno che verrà.
The wooden carpet
Regia: Abdolrahman Mirani
18', IRAN, 2008
Ci troviamo in un villaggio della regione Kermanshah, al confine tra Iran e Iraq. Questo territorio, alle pendici dei monti Zagros a circa 1.400 metri di altitudine, è molto povero e isolato. Un'alluvione ha distrutto l''unico ponte che consente le comunicazioni per il piccolo villaggio. Questo evento mette in moto tutta la comunità che si mette al lavoro instancabilmente per ricostruire il ponte. Il documentario racconta, fase per fase, ogni piccolo passaggio e ogni manovra, che impegna tutti gli abitanti del villaggio, uomini, donne, vecchi e bambini. L''opera finale è, nella sua naturalezza e semplicità, davvero sorprendente: un lungo ponte di tronchi e rami finemente intrecciati, come un tappeto decorato, sospeso tra le due sponde.
Diario di un curato di montagna
Regia: Stefano Saverioni
58', ITALIA, 2008
La parrocchia di Don Filippo Lanci non è una parrocchia come tutte le altre. Salendo per la strette e suggestive strade che tagliano le pendici della più alta montagna dell''Appennino, il Gran Sasso d''Italia, si può arrivare a Pietracamela, Cerqueto e Intermesoli, piccoli e solitari borghi abruzzesi abbarbicati alla roccia e ormai quasi spopolati. Passata la villeggiatura estiva, solo pochi anziani e qualche famiglia abitano infatti le case di pietra e d''inverno con la neve alta è facile rimanere isolati. Così le secolari chiese si fanno sempre più vuote, i vicoli e le strade diventano deserti, i pascoli e le vallate sembrano muti. Dai ghiaioni e i pendii, lungo le gole e il bosco solo il vento pungente si alza fino alle alle cime delle montagne, mentre i rintocchi dei campanili scandiscono nel silenzio la vita di ogni giorno, le stagioni e gli anni. Questi posti possono sembrare un romantico paesaggio mistico, ma anche un duro confino per esiliati, dove la solitudine è più forte della fede. In questa condizione di frontiera, dove tuttavia resiste ancora una umanità semplice e ricca di tradizioni, il giovane e inquieto sacerdote trova, attraverso le proprie domande e i propri sogni, la via per meglio comprendere se stesso e il proprio rapporto con Dio.
Concorso
Al Trentofilmfestival anteprima mondiale di Diario di un curato di montagna
Girato nei paesi della provincia di Teramo ora danneggiati dal terremoto, il documentario del regista abruzzese Stefano Saverioni ha ricevuto la nomination come miglior documentario di lungometraggio ai David di Donatello 2009.
È una storia che si svolge tra chiese, palazzi, edifici storici di antichi borghi dellAppennino. Sono quelli di Cerqueto, Intermesoli, Pietracamela in Provincia di Teramo.
Ma dopo il terremoto che allalba del 6 aprile ha colpito lAbruzzo nessuno ci potuto mettere più piede in questi edifici che nei mesi scorsi hanno fatto da set per il documentario di un giovane regista abruzzese, Stefano Saverioni, e intitolato Diario di un curato di montagna.
Unopera che ruota attorno alla figura di un giovane prete, Don Filippo Lanci, in servizio pastorale in una parrocchia ai piedi del Gran Sasso: un pugno di piccoli paesi solitari e quasi spopolati, dove solo i più anziani resistono. Ma è tra questa umanità semplice e ricca di tradizioni, che il giovane e inquieto sacerdote trova, attraverso le proprie domande e i propri sogni, la via per meglio comprendere se stesso e il proprio rapporto con Dio.
Anche la casa di Don Filippo dove sono state fatte molte delle riprese è oggi inagibile e lui si è dovuto trasferire a Fano Adriano.
Il documentario di Stefano Saverioni è in concorso al prossimo TrentoFilmfestival dove sarà proiettato il giorno 29 aprile in anteprima mondiale. Proprio nei giorni scorsi il regista ha ricevuto la nomination come miglior documentario di lungometraggio ai David di Donatello 2009, gli oscar del Cinema italiano.
IL REGISTA
Stefano Saverioni, nato nel 1977, è regista documentarista, direttore della fotografia e operatore. Dopo aver frequentato nel 2000 il bimestre propedeutico, indirizzo montaggio, alla Scuola Nazionale di Cinema di Roma, lavora per il centro di produzione video Mediatime di Teramo e per la L&R comunicazione di Roma, collaborando con le maggiori emittenti televisive abruzzesi e nazionali. Nel 2005 si laurea in Scienze ambientali all'Università dell'Aquila con una tesi sull'uso dei media digitali nell'analisi del paesaggio. E' membro direttivo di Bambun, associazione per la ricerca etno-antropologica e visuale nel territorio abruzzese. Vive e lavora tra Teramo e Roma