FilmFestival: Rückkehr der Sintflut | Diario di un curato di montagna
57° TrentoFilmFestival
Proiezioni
Rückkehr der Sintflut
Regia: Thomas Hies, Jens Monath
44', GERMANIA, 2008
Come vivranno i nostri figli nel 2032? Da questa domanda parte il documentario Rückkehr der Sintflut, che cerca di rappresentare le conseguenze del processo di cambio climatico in atto sul nostro pianeta. Gli scenari possibili futuri sono molteplici e drammatici. In questo lavoro gli esperti isolano e sviluppano in particolare tre situazioni in tre zone del mondo, molto diverse e distanti tra loro: Colonia in Germania, un villaggio del Bangladesh e New York. In questi luoghi, seguiremo il destino di tre bambini: Christopher, Fatima e Louisa. Il primo vive l'esperienza di uninondazione del Reno, che causa oltre ai morti e gravi danni, la mancanza di acqua potabile e il diffondersi di malattie. Fatima e la sua famiglia devono invece fuggire dal loro villaggio. A causa delle inondazioni, sta iniziando un esodo di enormi proporzioni verso l'occidente. New York viene invece colpita da ripetute tempeste e tornadi. La piccola Louisa, come migliaia di altri suoi coetanei, viene colpita da una pericolosa epidemia tropicale portata dagli insetti. Meteorologi e scienziati rinomati a livello internazionale commentano questi scenari, realizzati attraverso ricostruzioni di fiction ma anche utilizzando materiale di repertorio relativo a catastrofi naturali già avvenute.
Diario di un curato di montagna
Regia: Stefano Saverioni
58', ITALIA, 2008
La parrocchia di Don Filippo Lanci non è una parrocchia come tutte le altre. Salendo per la strette e suggestive strade che tagliano le pendici della più alta montagna dell''Appennino, il Gran Sasso d''Italia, si può arrivare a Pietracamela, Cerqueto e Intermesoli, piccoli e solitari borghi abruzzesi abbarbicati alla roccia e ormai quasi spopolati. Passata la villeggiatura estiva, solo pochi anziani e qualche famiglia abitano infatti le case di pietra e d''inverno con la neve alta è facile rimanere isolati. Così le secolari chiese si fanno sempre più vuote, i vicoli e le strade diventano deserti, i pascoli e le vallate sembrano muti. Dai ghiaioni e i pendii, lungo le gole e il bosco solo il vento pungente si alza fino alle alle cime delle montagne, mentre i rintocchi dei campanili scandiscono nel silenzio la vita di ogni giorno, le stagioni e gli anni. Questi posti possono sembrare un romantico paesaggio mistico, ma anche un duro confino per esiliati, dove la solitudine è più forte della fede. In questa condizione di frontiera, dove tuttavia resiste ancora una umanità semplice e ricca di tradizioni, il giovane e inquieto sacerdote trova, attraverso le proprie domande e i propri sogni, la via per meglio comprendere se stesso e il proprio rapporto con Dio.
Concorso