Forced by an impending departure
Forced by an impending departure
a cura di Viviana Checchia
artista Francesca Borghini
musiciste Tania Capon y Concy Carmona
Che l'agorà, la piazza, non sia più ai nostri giorni il luogo consacrato alla socializzazione, lo san tutti, senza farci addirittura più caso. La piazza è ormai il luogo usurpato dalla "circolazione" ma certamente non quella delle idee. Ed è così anche per la conversazione che non si svolge più nella calda intimità dei "salotti", ma è divenuta un fatto mediatico che trova isolati gli interlocutori, ognuno in competizione col proprio schermo.
C'è chi dice che non vi è nulla di male da ravvisare in questi nuovi modi perché resta salva, tuttavia, la possibilità di "comunicare". Ma non è senza rimpianto che si legge in un recente libro di Benedetta Crateri, dall'emblematico titolo "La civiltà della conversazione", come andavano le cose in un tempo che sembra ormai da noi lontanissimo, nei salotti dell'ancien regime della Francia del sei/settecento. E la nostalgia va ricercata nel "bon ton" di una volta, forse per il carattere elitario ed aristocratico di quelle cerchie ristrette, mentre la regola d'oggi è quella di sopraffare l'altro o, quanto meno, di non ascoltarlo, data l'incapacità di farlo.
Si apre al pubblico MUG10/6, il salotto della casa che mi ospita in questo breve soggiorno trentino. Questo spazio sarà multiforme: da sala espositiva, a salotto culturale, da sala congressi a residence d'artista.
Forced by an impending departure è il titolo dell'istallazione che presenterà Francesca Borghini, una performance che coinvolgerà il pubblico. Complice della serata sarà la musica, vi saranno coinvolte due violiniste spagnole Tania Capon e Concy Carmona provenienti dal conservatorio di Bratislava, ed il loro programma rappresenterà senz'altro uno spunto per il dialogo. Cercheremo di ricostruire un'atmosfera dal'altri tempi.
Nel film di Federico Fellini, La dolce vita, è celeberrima la sequenza di Anita Ekberg alla fontana di Trevi, tanto da far passare forse inosservata quella del salotto Steiner: è su questa, invece, che lo storico del cinema Augusto Sainati, ha accentrato la sua attenzione in un suo recente scritto, definendolo come "più uno spazio del pensiero che uno spazio fisico", uno spazio dove ci si sente sempre "protetti dalla cultura": ecco, è proprio questo che io, accogliendovi, vorrei
che sotto siffatta spinta emulativa, venisse recepito l'invito ad incontrarci a casa mia.
Viviana Checchia
Per l'occasione è richiesto abito scuro ed ogni invitato dovrà portare con sé una tazza da tea con relativo piattino e cucchiaino.
MUG 10/6...ha una strana costruzione! si consiglia la visione di: video.google.it >>
a cura di Viviana Checchia
artista Francesca Borghini
musiciste Tania Capon y Concy Carmona