Futuro. I Dry Salvages
Il Quarto tempo. Viaggio corale strumentale attorno ai Quattro Quartetti di T.S. Eliot
Giuseppe Ottavio Pitoni Misericordia Domini
Carlo Gesualdo da Venosa In te Domine speravi
Domenico Scarlatti Cibavit nos Dominus
T.S. Eliot I Dry SalvaBes
Alessandro Giannotti Suite per corno inglese e coro polifonico
Fare forward, you who think that you are voyaging:
you are non those who saw the harbour
receding or those who will disembark
Not fare well,
But fare forward, voyagers
Canto gregoriano Veni sponsa Christi
Giovanni Pierluigi da Palestrina Veni sponsa Christi
Giovanni Maria Sabino Alma Redemptoris mater
Giovanni Andrea Cima Magnificat
Corale Città di Trento
dir. Roberto Gianotti
Tommaso Quaglioni corno inglese
Tommaso Lonardi Emanuele Pianta voci recitanti
Il fiume (ovvero il fluire del tempo) è dentro di noi, e l'eternità è fuori: "il mare è tutto attorno". Cosi il destino dei pescatori è il destino di ogni uomo. "Non avranno mai fine i pescatori". Né possiamo pensare ad un tempo che sia senza oceano, né ad un futuro che non sia senza destinazione. n futuro non è la direzione, poiché non c'è fine, c'è solo addizione, aggiunta. Non c'è futuro se il tempo non guarisce: non c'è frutto dell'azione. E "la via che sale è quella che discende, come la via che avanza è quella che ritorna".
"Avanti, o voi che credete di viaggiare: / non siete voi quelli che videro il porto / allontanarsi, né quelli che sbarcheranno": durante il viaggio il tempo è sospeso nel movimento attraverso un non-luogo dal quale si possono considerare il passato ed il futuro in modo imparziale. La conclusione è l'esortazione ad andare avanti, ma non per indagare il futuro, come si è visto. n titolo rimanda ad una speranza di salvataggio, di salvezza. L'illuminazione individuale -insufficiente perché finita nel suo momento- è l'inizio di un percorso che si risolve in un'illuminazione più grande: "per la maggior parte di noi non c'è che il momento a cui non si bada, l'attimo di distrazione, perso in un raggio di sole".
Solo l'Annunciazione illumina la storia del mondo, in quanto intersezione della natura umana e di quella divina, e dà senso al suolo del cimitero, aprendolo verso l'eternità.
a.r.c
Il primo brano per coro si ispira soprattutto all'idea di passato e futuro contenuta nella I parte del quartetto, e in particolar modo nella rappresentazione del tempo e del principio fusi insieme nell'immagine del rintocco della campana. Ciò è musicalmente raffigurato attraverso il suono ripetuto e l'uso di un basso ostinato, rappresentante un tempo che sembra scorrere quando invece si ripiega su se stesso. Qui la fine e il principio quasi si toccano e l'idea del viaggio è solo un'illusione. Nel secondo brano corale -che chiude la III parte sui versi non buon viaggio/ ma avanti, viaggiatori -è presente il disegno del viaggio inteso come un procedere sempre in avanti, verso l'ignoto, dove il viandante è incurante dei destini che incontrerà. Parallelamente, la musica procede con parti che via via sono sempre più veloci, e finisce con lo sfocato ritorno del basso ostinato del primo pezzo per coro e con la recitazione iterata del verso But fare forward (ma avanti).
L'idea è quella di unire in qualche modo i due brani e di creare un finale "aperto", come se il pezzo potesse continuare o ricominciare all'infinito. Nella suite per corno inglese sono presenti elementi tratti dalle musiche corali e soprattutto fa capolino costantemente il disegno melodico ostinato che apre il primo coro, che in questa situazione rappresenta il rintocco della campana presente nella prima parte del quartetto. Esso è visto qui come una specie di faro acustico, oltre che come un misuratore del tempo, per "guidare" in qualche modo l'ascoltatore tra una lettura e l'altra. Spesso il materiale è contaminato con stilemi di sapore vagamente jazzistico (soprattutto nell'ultimo pezzo), quale omaggio alla patria originaria di Eliot e alla sua americanità.
Alessandro Giannotti
organizzazione: Federazione Cori del Trentino