Galileo sotto la lente
Galileo, la necessità di conoscere
Lultimo appuntamento del ciclo di approfondimenti scientifico-teatrali Galileo, la necessità di conoscere si terrà lunedì 4 marzo dalle 17.30 alle 19 presso la Biblioteca Comunale di Trento nella sala degli affreschi. Lappuntamento vedrà come relatori Giuseppe Zito, filosofo delle religioni e ricercatore presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia, e Riccardo Bellandi, regista della piéce Vita di Galileo di Bertolt Brecht, i quali si confronteranno sul tema: Le due fedi di Galileo. Tra scienza e religione. Lingresso allincontro sarà libero.
Al Teatro San Marco di Trento sarà poi possibile assistere allo spettacolo Vita di Galileo mercoledì 6 marzo alle ore 20.30. La piéce che vede la regia di Riccardo Bellandi e con Andreapietro Anselmi, Riccardo Bellandi, Chiara Benedetti, Giuliano Comin, Denis Fontanari, Paola Mitri, Andrea Pergolesi, Christian Renzicchi è uno spettacolo ricchissimo di contenuti che è riuscito a rappresentare un Galileo concreto, pragmatico e attualissimo. Un uomo con i suoi dubbi e i suoi problemi, con le sue pulsioni, le sue grandezze, le paure e le meschinità. Un ritratto che ci permette di sentirci vicini a questuomo così grande nella sua dimensione, ma anche così simile a noi.
I biglietti per lo spettacolo potranno essere acquistati a partire dalle ore 19.30 presso la biglietteria del Teatro.
Per informazioni e prenotazione agli spettacoli: 0461.534321 o info@ariateatro.it.
Grazie alla collaborazione con lOsservatorio Astronomico del Celado, presentando il biglietto dello spettacolo di Vita di Galileo sabato 9 marzo dalle ore 21 o nei sabati successivi sarà possibile partecipare ad una serata osserva delle lune di Giove.
Le note del regista, Riccardo Bellandi
La Terra, in quanto creazione di Dio, doveva rappresentare il centro di tutto luniverso, pianeta prescelto e superiore rispetto ad una stella o ad un altro corpo celeste. Questa era la ferrea visione delle cose che imperava nella cultura corrente; e questa insindacabile convinzione, che regalava al genere umano la sicurezza di essere, con la Terra, il centro del disegno divino, inizia a scricchiolare nel momento in cui proprio lessere umano si pone sul piano del dubbio.
La grandezza delluomo alberga nella sua mente: in continua evoluzione, la mente non può essere da nessuno intrappolata entro schemi decisi e cristallizzati nel tempo per motivi culturali, religiosi, morali. Nel momento in cui sorge la sensazione di essere intrappolati dentro una prigione inesistente la mente diventa più forte e sente la necessità di scoprire la verità per trovare la via di uscita che porta alla libertà, anche se questo vuol dire correre il rischio di crollare in una crisi esistenziale.
Nellesaminare lastrolabio, Brecht fa dire al giovane Andrea: «Ma noi siamo come intrappolati dentro!»; questa semplice esclamazione nasconde in sé tutto il bisogno di conoscenza delluomo.
È in questo preciso momento che esplode il tarlo del dubbio, momento di feconda crisi che permette di porsi di fronte alle cose con un punto di vista sempre diverso; e solo attraverso questo processo luomo trova la sua vera dimensione di essere vivo e libero.
Questa necessità è insita nellessere umano; e anche se per tempi più o meno lunghi qualcuno sembra riuscire a soffocarla, tornerà alla luce con tutta la forza dirompente che le è propria.
E non è solo un problema filosofico, ma soprattutto umano: ecco che diventa ancora più forte la scelta di Brecht di mostrarci il Galileo uomo, con le sue pulsioni, le sue grandezze ma anche le paure, le meschinità; è un ritratto questo che ci permette di sentirci vicini a questuomo così grande nella sua dimensione, ma anche così simile a noi. Serve a ricordarci di non dimenticare la forza del dubbio, la scelta di essere liberi.
Con il contributo di: Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto
Si ringraziano: Biblioteca Comunale di Trento, Museo delle Scienze di Trento, Osservatorio del Celado, Università degli Studi di Trento.
organizzazione: Aria Teatro