Gli ingannati
La Co.F.As. e il Gad Città di Trento presentano GLI INGANNATI degli Intronati di Siena, adattamento di Luigi Lunari
In occasione del 35° anniversario della scomparsa di MARIO ROAT fondatore della Co.F.As. e della Compagnia GAD Città di Trento
Corre lanno 1977 quando scompare improvvisamente Mario Roat. Grande amante del teatro, fondatore della Co.F.As. e della compagnia GAD Città di Trento, resta sempre vivo nei cuori dei filodrammatici anche grazie al concorso a lui titolato nellambito della rassegna provinciale del teatro amatoriale Palcoscenico Trentino.
Ed è proprio per ricordare che esattamente 35 anni fa moriva Mario Roat, che giovedì 25 ottobre alle ore 20.45 al teatro S. Marco la compagnia GAD Città di Trento porta in scena Gli Ingannati, una delle più belle e fortunate commedie del Rinascimento italiano scritta dagli Accademici Intronati di Siena. Oltre allemozione del recitare in memoria di un proprio compagno e fondatore, gli attori del GAD indosseranno parte dei costumi che lui stesso aveva creato, ammodernati e adattati ai vari personaggi dello spettacolo.
La storia rappresentata sarà fitta di satira, equivoci e travestimenti che saranno preannuncio ai lazzi comici e spassosi della futura commedia dellarte. Lintreccio di motivi farseschi e quasi romanzeschi spiega la straordinaria fortuna goduta nel tempo da questa opera teatrale, tanto da far pensare che la commedia La dodicesima notte di William Shakespeare ne abbia tratto spunto.
GAD Città di Trento
Gli Ingannati
due atti degli Accademici Intronati di Siena
adattamento Luigi Lunari
PERSONAGGI INTERPRETI
Clemenzia - Doria Mariotti
Virginio - Mauro Nicolodi
Gherardo - Michele Tonezzer
Lelia - Renata Fedrizzi
Spela - Cristian Degasperi
Flamminio - Giovanni Rosso
Pasquella - Giuliana Germani
Crivello - Simone Crespiatico
Scatizza - Bruna Giordani
Isabella - Angela Endrizzi
Messer Hans Alberto Fontana
Mastro Pilucca Bruno Pieroni
Fabrizio - Andrea Moauro
Stragualcia - Mauro Gaddo
Agiata - Giovanna Tomasi
Frulla - Caterina Moltrer
Regia Alberto Uez
Scenografia Trentini - Uez
Musiche Mauro Gaddo
Datore luci Enzo Chiusole
Fonico Giuliana Goller
Costumi "La Sartoria" di C. Senter
Grafica Chiara Uez
Fotografie di scena Michele Fronza
Questa favola (così venivano chiamate le rappresentazioni teatrali nel Rinascimento) è una delle più belle e fortunate commedie del cinquecento italiano. È uno scherzo teatrale giocoso scritto a più mani (pare in poco più di tre giorni) dagli Accademici Intronati e dedicato al pubblico femminile della città di Siena, che vede la sua prima messa in scena nel 1531.
In questa opera sono mescolati i principali argomenti presenti nel teatro comico cinquecentesco: un fitto intrigo di equivoci e travestimenti, latmosfera ardente dellamor giovanile, la satira del falso letterato, le patetiche smancerie dei vecchi fino all ggressiva sguaiataggine dei servitori che sono preannuncio ai lazzi comici e spassosi della commedia dellarte.
Lelia per riconquistare lamore di Flamminio non esita a andare contro tutte le regole sociali del tempo, vestendosi da uomo e presentandosi a lui in veste di gentiluomo. Da questo fatto prendono lavvio equivoci, fraintendimenti, malintesi, ambiguità che danno origine agli spunti divertenti e talvolta ridicoli del tema umoristico principale del Rinascimento: la lotta dAmore fra giovani e vecchi.
Lintreccio di motivi farseschi, satirici, sentimentali e quasi romanzeschi spiega la straordinaria fortuna goduta nel tempo da questa opera teatrale, tanto da far ritenere che possa essere stata fonte per la commedia di William Shakespeare: La dodicesima notte.
organizzazione: Co.F.As. Compagnie Filo Associate