Guido Moncher da Coredo: il volo di una vita
Sarà realizzata una docufiction su Guido Moncher pioniere trentino dell'aviazione che ispirò anche il progettista e costruttore aeronautico Gianni Caproni
Il regista Mauro Vittorio Quattrina tratteggerà, in una docufiction dal titolo "Guido Moncher da Coredo: il volo di una vita. La straordinaria storia umana dell'inventore dell'elicoplano", la figura del pioniere trentino dell'aviazione. La prima proiezione è prevista per l'autunno, nell'ambito delle iniziative culturali che celebreranno il ventesimo anniversario dall'apertura del Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni a Trento. Il 5 settembre il casting per trovare l'interprete del personaggio di Gianni Caproni.
Inizieranno a breve, tra Coredo e il Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, le riprese per la docufiction "Guido Moncher da Coredo: il volo di una vita. La straordinaria storia umana dell'inventore dell'elicoplano", ideata, scritta e diretta dal regista Mauro Vittorio Quattrina.
La docufiction - realizzata dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Coredo, dall'Associazione "Storia Viva" di Verona e dall'Associazione Storico Culturale "Memores" di Ala - racconterà le imprese e la storia umana del pioniere del volo trentino Guido Moncher.
La docufiction sarà realizzata in due metraggi: quello standard da 57 minuti ed uno da circa 15 minuti, quest'ultimo da destinare al futuro museo dedicato alla figura di Guido Moncher, che il Comune di Coredo vorrebbe realizzare al parco "Alla Torre", dove originariamente sorgeva la costruzione, alta almeno una dozzina di metri, dalla quale Moncher godeva di una vista incredibile sul fondovalle e sui prati dai quali progettava di spiccare il suo volo.
Al termine delle riprese, la produzione della docufiction donerà al Comune di Coredo i materiali di scena, quali i modelli in scala della Torre di Moncher e dell'elicoplano, nonché materiale video di estrema rarità.
La presentazione della docufiction è stata inoltre l'occasione per annunciare il casting per la figura di Gianni Caproni, che si terrà a Trento presso l'omonimo Museo dell'Aeronautica il 5 settembre dalle ore 10,00 alle 13,00.
Guido Moncher: cenni biografici
Inventore del primo elicoplano italiano, Guido Moncher prese parte, insieme ai più celebri aviatori dell'epoca, al Circuito Aereo di Brescia, una delle prime competizioni aeree internazionali al mondo, che si tenne nel settembre 1909 a Montichiari.
La collaborazione con Gianni Caproni, all'epoca ancora un giovane e sconosciuto ingegnere, iniziò nel novembre 1909 e fu proprio grazie alle modifiche suggerite da Caproni che, il 10 gennaio 1910, l'apparecchio "Elodie" di Moncher riuscì a compiere finalmente il suo primo "lusinghiero volo".
Oggi rimane traccia del sodalizio tra i due trentini pionieri dell'aviazione presso il Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni, dove è possibile riconoscere nel motore Rebus installato sul Caproni Ca.6 - il più antico aeroplano tra quelli esposti - il motore originariamente montato sull'Elodie di Moncher.
Con questo passaggio di consegne, Moncher concluse definitivamente la sua esperienza aeronautica.
Nel primo decennio del nuovo secolo e fino allo scoppio della conflitto mondiale, Moncher fu impegnato anche in tutta una serie di altre iniziative commerciali e sociali: nel 1902 diventò proprietario della "Tipografia Artistica Tridentina", in cui si stampava il giornale "Il popolo", diretto da Cesare Battisti. Nel 1903, in un palazzo di via Mantova a Trento, aprì "Al Buon Mercato", uno dei primi negozi al dettaglio del Trentino, in cui si vendeva abbigliamento maschile già confezionato con il criterio dei prezzi economici e prestabiliti.
Divenuto cittadino di Trento, Moncher venne chiamato ad assumere il comando del Corpo dei Vigili del Fuoco della città e in tale veste partecipò al "Congresso Internazionale Prevenzione ed Estinzione incendi" che si tenne a Milano nel maggio 1906. Sempre a Trento, nel 1911, fondò la "Società Musicale Cittadina Giuseppe Verdi", a partire dalla quale, negli anni successivi, nacque la banda musicale di Trento.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Moncher fu richiamato alle armi e l'esperienza che gli derivava dal fatto di essere stato, nei primi anni del secolo, un pioniere dell'automobile, gli permise di essere assegnato al servizio automobilistico, sul fronte orientale.
Dopo la guerra, Moncher tentò di riprendere le fila delle sue tante attività commerciali e sociali, purtroppo senza successo, anche a causa degli attacchi diffamatori dei quali fu oggetto. Deluso e rammaricato, nel 1921, si trasferì con la famiglia a Vienna da dove, nel 1932, pubblicò "La vera prova", testo di autodifesa scritto allo scopo di dimostrare l'infondatezza delle accuse che gli erano state mosse.
Moncher morì a Vienna, l'11 novembre 1945.
organizzazione: Provincia autonoma di Trento - Comune di Coredo - Associazione "Storia Viva" di Verona - Associazione Storico Culturale "Memores" di Ala