Him
Stagione di prosa di Rovereto 2012/2013
Fanny & Alexander
Him
di Maurizio Cattelan
if the wizard is a wizard you will see...
drammaturgia Chiara Lagani
con Marco Cavalcoli
regia Luigi de Angelis
LO SPETTACOLO. Su un grande schermo approntato su palco è proiettato un film su Il Mago di Oz.
Al di sotto, al centro della scena, la figura di un piccolo dittatore-direttore dorchestra, ossessionato dal film, del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, lintera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori.
La comicità scaturisce proprio dallimpossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta, le parti e i punti a cui dare voce. E come se il piccolo dittatore-direttore fosse parlato dal film. Egli adatta ai propri toni una differente modalità per ognuno dei personaggi e degli eventi del film, in unesilarante miscela performativa che da un lato esalta il susseguirsi della narrazione del film, dei colpi di scena, delle battute, mentre dallaltro vi aggiunge la vitalità che è caratteristica dei modi e dei ritmi propri del teatro.
«E la voce?». Chiese la bambina. «Oh, io sono ventriloquo», disse lomino, «e posso fare uscire il suono della mia voce da dove voglio; per questo hai creduto che venisse fuori dalla testa. E adesso vi mostrerò le altre cose che ho adoperato per ingannarvi...»
F. L. Baum, Il Meraviglioso Mago di Oz
Al termine della sua famosa storia Dorothy giunge a Oz e, in procinto di essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero artista: un ventriloquo, esperto daria e mongolfiere, di illusioni e altre cose inesistenti. Le alterne sembianze del mago - la grande testa, la bella dama, la bestia feroce - si rivelano fittizie e mendaci. Ma erano davvero un inganno?
Se si volesse dar un volto a questo mago, concedere unapparenza istantanea al suo smascheramento, forse più che unimmagine occorrerebbe una lacuna, una traccia, un lembo del suo possibile e misterioso aspetto.
Leccezionalità dello spettacolo non consiste nel mero stravolgimento, ironico e svagato, dellironia di Cattelan, della sua macabra ironia. Qui siamo di fronte a una messa in scena critica del testo proveniente dalla sfera delle arti visive e, in un vertiginoso agglutinarsi dei linguaggi, del film di Fleming. Non cè solo Cattelan. Cè anche, o prima di tutto, il mago di Oz, quel famoso ciarlatano per bambini, per i bambini che tutti noi siamo.
(Franco Cordelli, Il Corriere della Sera)
Il pubblico non può fare a meno di ridere. Il contrasto tra il dolce viso di Judy Garland e limitazione della sua voce, per citare un esempio, è dimmediato effetto comico. Non è importante conoscere la trama de Il mago di Oz o riuscire a comprendere i dialoghi in inglese. Qui il gruppo ravennate Fanny & Alexander punta soltanto a stranire e divertire.
(Michele Miglionico, Teatro.Org)
organizzazione: Comune di Rovereto Assessorato alla Contemporaneità