I sogni? Frutto di attivazioni neurofisiologichespontanee
Allan Hobson della Harvard Medical School: Freud si sbagliava
Narrazioni, sì, ma prive di senso e di significato. E il nostro cervello ad attribuirgliene uno al risveglio. Freud si era sbagliato. I sogni, ben lungi dal rappresentare il soddisfacimento di desideri repressi o inconsci, altro non sarebbero cheun sottoprodotto di attività cerebrali, il risultato di attivazioni fisiologiche automatiche elettriche o biochimiche, come linnalzamento del livello di acetilcolina o una brusca caduta di quello della serotonina. A dirlo uno dei massimi esperti della neurofisiologia del sonno e del sogno, il professor Allan Hobsondella Harvard Medical School, che giovedì 1 marzo alle ore 10.00 terrà una conferenza in inglese al Centro Interdipartimentale Mente Cervello dellUniversità di Trento a Rovereto (CIMeC, Palazzo Fedrigotti, Corso Bettini 31, primo piano).
Quello che ancora oggi viene insegnato in molti atenei altro non sarebbe che una teoria non soltanto non falsificabile ma semplicemente falsa. Il simbolismo? Meravigliose speculazioni di una fantasiosa umanità che, al risveglio, ripensando ai suoi sogni notturniva alla ricerca di un senso. In realtà, Sognano gli animali, uccelli e mammiferi, sognano i neonati, si sogna già nel grembo materno al terzo mese di gestazione sostiene il grandepioniere che ha dedicato la vita al sonno e che nel suo ultimo saggio, Dream Life: An ExperimentalMemoir(MIT Press, 2011), racconta dei suoi studi rivoluzionari e dei dibattiti con i freudiani.Lo studio del sonno e dei sogni ci può rivelare molto sulla natura della coscienza, infatti il sonno REM potrebbe costituire una sorta di stato di proto-coscienza preparatorio al successivo stato di veglia grazie al modello di realtà virtuale del mondo che mette in atto.
La conferenza, aperta a tutti, si terrà in inglese senza traduzione.
organizzazione: CIMeC Centro Interdipartimentale Mente Cervello dell'Università di Trento a Rovereto