Idiotas
Trento a Teatro
Stagione di Prosa
Altri percorsi
Compagnia Meno Fortas
Idiotas
di Fjodor Dostoevskij
diretto da Eimuntas Nekrosius
In lingua originale con traduzione simultanea
Regia Eimuntas Nekrosius
Scenografia Marius Nekrosius
Costumi Nadezda Gultiajeva
Musiche di Faustas Latenas
Luci Dziugas Vakrinas
con Daumantas Ciunis, Salvijus Trepulis, Elzbieta Latenaite, Diana Gancevskaite, Margarita Ziemelyte, Vidas Petkevicius, Migle Polikeviciute, Vaidas Vilius, Vytautas Rumsas, Ausra Pukelyte, Vytautas Rumsas junior, Neringa Bulotaite, Tauras Cizas
Assistente Regia Tauras Cizas
Fonico Arvydas Duksta
Attrezzista Genadij Virkovskij
Company manager Audrius Jankauskas
Tour Manager Sandra Ghetti
Produttore Meno Fortas Theatre
Co - produttori: Vilnius - European Capital of Culture 2009, Fondazione Musica per Roma, International Stanislavsky Foundation-Moscow, Dialog Festival- Wroclaw Baltic House Festival-St. Petersburg
in collaborazione con Lithuanian Ministry of Culture e Aldo Miguel Grompone, Roma
International Touring Management ldo Miguel Grompone, Rome
Spettacolo in lingua lituana con sovratitoli in italiano della durata di 5 ore con tre intervalli.
La Compagnia Meno Fortas, diretta da Eimuntas Nekrosius, ritorna a Trento a cinque anni dalla sua ultima apparizione, quando portò in scena Le Stagioni della Primavera, un testo teatrale tratto da un poema epico lituano del Settecento.
Lo spettacolo in calendario lunedì 21 e martedì 22 marzo al Teatro Auditorium nell'ambito della Grande Stagione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento è tratto da un capolavoro di Fyodor Dostojevsky L'idiota il romanzo che il grande scrittore russo compose, in parte, in Italia durante il suo esilio a Milano e Firenze fra il 1867 e il 1869.
Utilizzando le opere letterarie come impulsi per la creazione dei propri mondi, Nekrosius dà vita a un teatro metaforico e visionario che si esprime attraverso rappresentazioni di grande impatto emozionale e visivo, capaci di penetrare, magicamente, nei cuori degli spettatori.
Dopo aver affrontato con straordinaria profondità il teatro di Cecov, di Gogol e Puskin, e dopo il recente allestimento di Anna Karenina di Tolstoj, il grande regista lituano firma un altro spettacolo confrontandosi con un romanzo epocale, in cui l'«idiozia» è quella delle passioni e delle scelte, dell'ingenuità e dell'inadeguatezza davanti alla vita.
Riferendosi al suo romanzo L'Idiota, così scrive Dostojevsky rivolgendosi a un amico: «Da tempo mi tormentava unidea, ma avevo paura di farne un romanzo, perché è unidea troppo difficile e non ci sono preparato, anche se è estremamente seducente e la amo. Questidea è raffigurare un uomo assolutamente buono. Niente, secondo me, può essere più difficile di questo, al giorno doggi soprattutto.»
Prendendo spunto dal capolavoro del grande scrittore russo, il potente linguaggio teatrale di Nekrosius conduce il pubblico in un viaggio attraverso i meandri della mente. Se le emozioni sono una bussola nelle tempeste della quotidianità, Nekrosius e la sua ruvida genialità possono suggerirci come è possibile porsi, oggi, rispetto all'innocenza quasi metafisica che Dostoevskij, nel suo romanzo, oppone al bieco materialismo dei costumi. Una rappresentazione forte, tesa e imponente, sorretta da un'intensità che non viene mai meno e culmina in un vertice di violenza emotiva.
I sovratitoli in lingua italiana serviranno certo a meglio comprendere lo spettacolo, ma Nekrosius comunica già moltissimo attraverso i corpi e le modulazioni vocali dei suoi attori, e ancor prima attraverso i segni elementari di cui dissemina il palcoscenico.
Idiotas sarà in scena lunedì 21 e martedì 22 marzo al Teatro Auditorium. Il sipario si alzerà alle 18,30. Lo spettacolo, che sarà proposto in lingua lituana con sovratitoli in italiano, avrà la durata di cinque ore, con tre intervalli. Durante uno degli intervalli sarà offerto un buffet gratuito a tutti gli spettatori.
Nel pomeriggio di martedì 22 marzo è in programma l'incontro di approfondimento Theatrum Philosophicum, laboratorio critico curato, in collaborazione con il Centro Santa Chiara, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento e rivolto, oltre che agli studenti, a tutte le persone interessate al teatro e alla comunicazione culturale. La tavola rotonda, alla quale interverrà la Compagnia, sarà coordinata dalle professoresse Valentina Valentini dell'Università La Sapienza di Bologna e Adalgisa Mingati dell'Università di Trento. Appuntamento alle 16,30 nella Sala Medievale del Teatro Sociale.
Fyodor Dostojevsky - L'Idiota
La trama
Sulla scena rivive la vicenda del principe Myskin, ultimo erede di una grande famiglia decaduta. Il personaggio è una creatura spiritualmente superiore, in cui la generosità d'animo e la candida fede nel prossimo si accompagnano ad una totale inesperienza di vita e ad una sorta di paralisi della volontà.
Queste sue caratteristiche sembrano scaturire dal fatto che egli è cresciuto in un villaggio svizzero dove è guarito da una malattia nervosa, che lo porta ad essere indifeso e fiducioso nel prossimo. Di ritorno in Russia, si scontra con una società malata e crudele, dove il suo atteggiamento bonario e innocente è considerato da idiota.
Gli è compagno di viaggio Rogozin, un giovane esuberante e violento, che gli narra il suo amore folle per la bella Nastasja Filippovna. Giunto a Pietroburgo, Myskin si reca dal generale Epancin, suo parente, e apprende che il segretario di questo, Ganja, vorrebbe sposare Nastasja Filippovna, attirato più che altro dalla dote, che un passato amante e benefattore le ha destinato, e dalle relazioni di costei.
La sera della decisione irrompe in casa di Nastasja Filippovna Rogozin, che offre una cifra pari alla dote di lei purché rifiuti Ganja e diventi la sua amante. Myskin, misteriosamente attratto dalla donna, si dichiara pronto a sposarla per sottrarla a quel mercato umiliante.
Nastasja, commossa ma incredula, fugge con Rogozin. Di Myskin s'innamora intanto la giovane e aristocratica figlia del generale Epancin, Aglaja: ma fra le due donne, Myskin sceglie (sognando di strapparla una seconda volta a Rogozin) Nastasja.
Conscia della assoluta e profonda bontà del principe, Nastasja esita a lungo ma, sentendosi indegna di lui, si abbandona a Rogozin, il quale però intuisce la vera natura di quella scelta e, folle di gelosia per il rapporto ambiguo che lega Myskin a Nastasja Filìpovna, tenta prima di uccidere lamico, infine uccide la donna.
Sul cadavere di Nastasja, Rogozin veglia una notte intera, assieme a Myskin, che ripiomba in questa circostanza nel suo stato di idiozia, ritorno finale allo stato di purezza dellinfanzia come rifiuto del male del mondo, lunico moto di autodifesa possibile per il protagonista che non vuole più vivere in una società malata e crudele.
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara