Il Dissoluto Punito - Diario di Giovanni il Seduttore
Seduzioni in villa
Il Dissoluto Punito
Un Don Giovanni per Mozart
di Lorenzo da Ponte
Il testo poetico di Lorenzo Da Ponte musicato da Mozart costituisce il passaggio dal "parlato al "cantato" del mito di Don Giovanni, in un orizzonte dove amore e morte si intrecciano in senso tragico. Scritto di getto durante 63 giorni di isolamento, interrotto solo dalla compagnia di una giovinetta di sedici anni, Da Ponte trasformò il libertino Don Giovanni in un malandrino, lo allontanò dal dissoluto punito e dal conquistatore descritto da Molière per diminuirne lo spessore tragico ed enigmatico. E lo trasformò così in un giovane lezioso privo di scrupoli e dubbi.
Diario di Giovanni il Seduttore
di R. Lerici da S. Kierkegaard
Il "Diario di Giovanni il seduttore" è rivisitato e ricostruito da Lerici secondo variazioni e ipotesi riproposte da una coscienza di oggi.
Il vero protagonista dello spettacolo è il pensiero del filosofo Soren Kierkegaard intorno alla vita estetica: l'indifferenza in contrapposizione alla scelta, nel bene e nel male, dell'attuazione. La realizzazione drammaturgica ha naturalmente portato altre sfumature , ambiguità e contraddizioni che lasciano il problema volutamente aperto
Compagnia Teatro Belli
Regia di Antonio Salines
Scene e costumi di Chiara Defant
Il Palazzo, in puro stile rinascimentale, merita particolare attenzione per le magnifiche decorazioni. L'attuale carattere architettonico è opera dell'architetto Augusto Sezanne che, scoperti gli antichi affreschi, soffitti e colonnati, portò a termine l'opera nel 1906. L'originale blocco settecentesco fu trasformato in un palazzetto in stile rinascimentale di tipo veneziano. Una scalinata porta ai piani superiori, dove si ammirano i soffitti a cassettone variamente decorati. Interessanti sono pure i comignoli veneziani.
In origine residenza privata della famiglia del Ben, fu ampliato nel XVI secolo dai Conti d'Arco. Fu acquistato e ristrutturato nel XVII secolo dalle Suore Clarisse di S. Carlo come casa d'affitto e successivamente divenne proprietà del Comune. Dal 1877 al 1904 era adibito a palazzo postale ed in quell'anno fu venduto dal Comune alla Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, che ne ha fatto la sua sede.
Dal 2002 il palazzo ospita la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Parte degli spazi sono destinati ad ospitare gli uffici dell'Accademia Roveretana degli Agiati, alcune sale sono messe a disposizione della comunità culturale per ospitare iniziative rivolte al pubblico
organizzazione: P.A.T. Assessorato alla Cultura Servizio Attività Culturali