Il caso Dorian Gray
Trento a Teatro
Trento Oltre
Dopo i grandi successi de La Locandiera e di Vita di Galileo, il prossimo giovedì 4 febbraio la stagione Trentooltre ospita uno spettacolo noir costruito attorno alle vicende del personaggio di Oscar Wilde. Un lavoro teatrale che mescola testo classico e nuova drammaturgia con un cast creativo di prima grandezza per uno spettacolo vincitore del Premio Ennio Flaiano 2009.
Compagnia Teatrozeta
In Collaborazione con Compagnia Italiana diretta da Maurizio Scaparro (LAquila)
Il caso Dorian Gray
di Giuseppe Manfridi
regia Pino Micol
con Manuele Morgese
Leterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dellinfernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per questo almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto come sogno. E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali baratri di incubi senza risveglio? Difficile raccontare limpossibile; il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido cerca di andare oltre e di scavare nellanima dei protagonisti dellevento inimmaginabile; Manuele Morgese (attore) e Pino Micol (regista) tentano di esorcizzare le paure legate allevento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere limpossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora luno ora laltro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia.
Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto. In questa reinvenzione drammaturgica dellopera, invece, il suo ruolo si equipara a quello degli altri due in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei termini di unindagine processuale. Al centro dellinchiesta, un mistero dallintreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. A tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatralmente concepito come una virtuosistica partitura per attore solista. Lincalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da un movimento allaltro, è tale da far maturare una suspense imprevista, e le atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con lassumere i connotati di un noir senza precedenti.
Giuseppe Manfridi
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara - Teatri Possibili Trento