Il diavolo e il buon Dio
Altro Teatro
Teatro Arsenale di Milano
Il diavolo e il buon Dio
di Jean Paul Sartre
"Stanco di fare la parte del "duro", il capo di una banda , con un colpo di testa,decide di fare la felicità dei diseredati. I danni che ne conseguono sono notevoli. Secondo le ultime notizie, sembra che lo sconsiderato abbia rinunciato al suo sinistro progetto e accettato di riprendere l'esercizio della sua attività." (da Le Figaro anno 19...)
Ne "Il diavolo e il buon Dio", dramma che Jean Paul Sartre scrisse nel 1951, si riflette tutta l'evoluzione ideologica dell'autore e illustra il cammino che Sartre ha percorso dalle tendenze anarchiche all'impegno politico.
Sono tempi di assedi e di massacri. In principio, Goetz, capitano di ventura, fa il male . Seguendo i suoi mutevoli umori, conduce le sue truppe al massacro alleandosi con gli uni, poi tradendoli per allearsi con gli altri,e distruggendo ogni cosa al suo passaggio. Crede di essere il Diavolo e non accetta altro rivale che Dio.
A un certo punto scopre che il male è noioso, ci si abitua e, soprattutto, che tutti lo fanno ma nessuno può farlo veramente. Il militante Nasty gli propone di rimboccarsi le maniche dandosi da fare per la causa dei poveri, ma Goetz non accetta perché, in questo modo, passerebbe dalla parte di Dio. Decide allora di essere lui stesso il bene, progetto che lo affascina perché , secondo quanto gli dice Heinrich il prete traditore, il bene è considerato da tutti inattuabile, contrario ai voleri divini. Gioca ai dadi la sua conversione per obbligare Dio ad assumersi le proprie responsabilità e inizia la partita gettando i dadi con una puttana: se Dio fa perdere Goetz, Goetz sceglierà il bene; ma se lo lascia vincere, Goetz incendierà la città di Worms e massacrerà ventimila persone.
Goetz perde. Fonda la Città del Sole, una comunità-modello dove la legge è l'amore, ma un amore a uso interno, a circuito chiuso. Quando scoppia la guerra, tutti i suoi abitanti, educati a considerare ingiusta la violenza, rifiutano di unirsi alla lotta e vengono sterminati.
Così, pretendendo l'assoluto sia nel bene che nel male, Goetz approda all'unico risultato di distruggere vite umane.
PROGETTO SARTRE ANNO III Teatro Arsenale ScenAperta
con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia diMilano, Centro Culturale Francese e la collaborazione dell'Università Statale, Accademia di Brera, Cineteca Italiana
All'interno del Progetto Sartre, giunto al terzo anno, il Teatro Arsenale presenta le due opere Le mani sporche e Il diavolo e il buon Dio come due chances, due facce di un'unica medaglia: il cammino della libertà. "I nostri problemi sono molti: il fine giustifica i mezzi? può essere legittima la violenza? quando bisogna tener conto delle conseguenze di un'azione? quali sono i rapporti fra individuo e collettività?..". In tutti i casi, è compito del teatro rappresentarli, difendendo il suo ruolo di arma popolare per una migliore comprensione della realtà del nostro tempo.
Caffè del teatro
venerdì 18 marzo
Istituto trentino di Cultura - Sala Grande ore 17.30
Incontro con la Compagnia del Teatro Arsenale e Nestore Pirillo docente di Storia della Filosofia presso l'Università di Trento
I biglietti si potranno acquistare presso:
Cassa del Teatro Auditorium dal lunedì al sabato ore 10-19
Cassa del Teatro Sociale dal lunedì al sabato ore 16-19
nelle giornate di spettacolo nel teatro che ospita lo stesso da un'ora prima dell'inizio
Casse Rurali Trentine convenzionate in orario di sportello
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara