Il massacro del Grappa. Vittime e carnefici del rastrellamento (21-27 settembre 1944)
Storie e storia
Il massacro del Grappa. Vittime e carnefici del rastrellamento (21-27 settembre 1944)
di Sonia Residori
Cierre edizioni, Verona 2008
Discute con lautrice Emilio Franzina
Questo libro è la storia del rastrellamento del Grappa che si risolse in un massacro di inermi, ma è anche la storia di una gigantesca menzogna e di unenorme
ingiustizia, che conferiscono allevento la fisionomia di una grande tragedia collettiva. Gli esecutori negarono ogni loro responsabilità, alcuni reparti non vennero neppure processati e, alla fine, nessuno scontò la pena per quanto aveva commesso: le vittime, dopo lingiustizia del massacro, subirono lulteriore ingiustizia dellassenza di giustizia, scrive nella prefazione Dianella Gagliani.
Con la presentazione di questo volume, Storie e storia prosegue nellappuntamento annuale con le ricerche in corso sulla storia della resistenza e della guerra civile 1943-1945. Particolarmente numerosi e stimolanti sono gli studi in area veneta. Lincontro sarà loccasione anche per tracciarne una panoramica.
Emilio Franzina insegna Storia contemporanea presso lUniversità di Verona. I suoi interessi e i suoi studi spaziano dalle ideologie economiche allo sviluppo capitalistico e industriale, dalla diaristica alla scrittura popolare, dal movimento cattolico a quello socialista. Il suo campo dindagine privilegiato sono i movimenti migratori di massa, con particolare riguardo alla storia del Brasile e dellAmerica Latina da un lato e dellarea regionale veneta e dellItalia continentale dallaltro.
Sonia Residori, bibliotecaria presso la Bertoliana di Vicenza, si è occupata di storia sociale, di demografia storica e di storia della criminalità. Da alcuni anni i suoi interessi sono rivolti in particolare alla storia delle donne e alla storia orale, con particolare riferimento alle vicende della seconda guerra mondiale.
organizzazione: Accademia Roveretana degli Agiati - Museo storico in Trento - Museo storico italiano della guerra