Il mercato è il nuovo Dio?
Il teologo Harvey Cox propone una riflessione su come l'economia globale può influenzare le liturgie quotidiane e l'immaginario delle persone
L’economia globale detta ormai non solo i ritmi delle nostre vite, ma influenza anche le liturgie quotidiane e l’immaginario delle persone. Al punto che viene spontaneo chiedersi se non stia prendendo forma una vera e propria ‘religione del Mercato’. Con la conferenza di Harvey Cox il Centro per le Scienze Religiose di FBK prosegue l’esplorazione delle manifestazioni della religione e della spiritualità contemporanea e della loro interazione con l'innovazione nella società, nella scienza e nell'economia.
La questione
Nella conferenza, che si basa sul suo ultimo libro "The Market as God", Harvey Cox descrive il processo attraverso cui il mondo è caduto preda della teologia liberista dell’accumulazione e della crescita infinita, secondo la quale il Mercato è onnisciente, onnipotente e onnipresente: conosce il valore di ogni cosa, può innalzare le nazioni o mandare in rovina intere famiglie. Nulla sfugge al suo potere di mercificazione e non gli mancano certo le dottrine, i profeti e lo zelo evangelico per convertire il mondo al proprio stile di vita. Secondo il teologo americano è giunta l’ora di smascherare questa pseudoteologia e dimostrare che il modo in cui opera l’economia mondiale non è naturale né inevitabile, ma è plasmato da un sistema di valori e simboli globali che diventano più comprensibili se vengono interpretati come una religione.
Per Cox, insomma, è in atto una divinizzazione del Mercato e tutti i problemi del mondo – crescita delle disuguaglianze, riscaldamento globale, ingiustizie della povertà mondiale – sono sempre più difficili da risolvere. Solo capendo come il Mercato abbia potuto raggiungere il suo status “divino” possiamo sperare di riportarlo al suo giusto ruolo al servizio dell’umanità. Ciò che le religioni hanno imparato a fatica nel corso dei millenni, ancora sfugge ai devoti dell’economia: l’umiltà.
L’incontro si terrà in lingua inglese con traduzione simultanea
organizzazione: Fondazione Bruno Kessler