Il miele e le spine
Melenis
Seminario
Il miele e le spine
Forme e interpretazioni del tormento amoroso di Melenis
Melenis è lopera più problematica di Zandonai ed un autentico mistero storiografico. Trovatasi schiacciata tra Conchita e Francesca, fu condotta ad una morte prematura che il suo stesso creatore sembrò in qualche modo assecondare, convinto forse che alla nobile figlia di Guido da Polenta dovesse riservarsi tutta intera la ribalta senza che quelloscura figura emersa dallantichità pagana pretendesse di contendergliela.
Ma probabilmente non fu così che le cose andarono. Per il compositore venticinquenne o poco più lopera antico-romana aveva costituito un investimento di talenti e di energie assolutamente senza risparmio, e quando essa trovò la via delle scene per le poche recite che le erano state destinate, laccoglienza del pubblico e della critica era stata tale da non fargli sospettare alcunché di ostile o di prevenuto. La fine di Melenis era però stata decretata, e da lì in avanti solo chi avesse avuto modo di mettere gli occhi sopra quello spartito negletto per una lettura privata avrebbe potuto ancora apprezzarne i contorni originali, le idee abbondanti, lalta temperatura espressiva.
La cosa certa è che a nessuno, in quasi centanni, è venuta mai lidea di tentarne un recupero anche solo parziale: neppure nelle epoche in cui lesibizione di certi aspetti di imperialismo muscolare avrebbe potuto prestarsi a qualche scaltra strumentalizzazione propagandistica. Senza minimamente dolerci per questa negligenza, siamo viceversa lieti che il recupero di Melenis avvenga ai nostri giorni, come frutto di condizioni propizie ad un atto di giustizia poggiato su basi puramente estetiche.
Melenis è anzitutto uno studio di carattere, un cammeo che si aggiunge alla collana dei ritratti femminili coltivati da Zandonai nella sua età giovanile, che sono talora, per motivi diversi, contrassegnati da una intrinseca originalità sconfinante con lanomalia.
Proprio per venire a capo delle caratteristiche anodine del personaggio-Melenis si è pensato, come già a suo tempo per Conchita, di affidare a sei studiosi riuniti a convegno lapproccio plurimo alla sua essenza umana passando attraverso linterrogazione diretta delle fonti letterarie e musicali di riferimento.
Procedendo come duso dal generale al particolare, il percorso prenderà avvio dalla considerazione dellambito estetico e delle tendenze culturali in esso agenti, tra frange wagneriane, soluzioni postveristiche, eclettismi di marca modernista, voghe antichistiche e suggestioni floreali, per poi tentare di capire come Zandonai sia approdato a questo soggetto e quali siano state le vicende che ne hanno determinato il complesso iter. Si compirà quindi unampia escursione allinterno del poema neoclassico di Louis Bouilhet ricercando i punti qualificanti offerti dalla sua preziosa rievocazione del mito eterno della romanità, e da lì ci si avvierà a trattare di come i due librettisti di Zandonai abbiano ridotto a poche situazioni drammaturgicamente significative il sontuoso affresco francese. Lo spartito musicale sarà poi passato al setaccio per individuare la natura delle scelte poetiche di Zandonai nellatto di rivestire di suoni questa trama che tanto lo appassionava. La relazione finale sincaricherà di mettere a fuoco lumanità dolente e appassionata di Melenis penetrando nelle pieghe più profonde e inespresse della sua psicologia così da ricavarne unimmagine pregnante di eroina (o antieroina) operistica votata come tante altre sue consorelle ad un destino di vittima.
Programma
10.00 Parole di presentazione
10.30 GIUSEPPE MARIA IACOVELLI: La romanità nellItalia del primo Novecento
11.15 DIEGO CESCOTTI: I fascini negletti di Melenis
12.00 FEDERICA FORTUNATO: Una passione oscura
15.00 IRENE COMISSO: Dal poema al libretto
15.45 SAVERIO PORRY PASTOREL: Una musica sottratta al tempo
16.30 SIMONETTA CHIAPPINI: Una traviata decadente
17.15 Dibattito e conclusioni
organizzazione: Centro Internazionale di Studi "Riccardo Zandonai" - con la collaborazione di Accademia Roveretana degli Agiati