Il segno del ritorno
Presentazione del libro di Renzo Caramaschi
Introduce Franca Eller
"Lo scenario maestoso della Valle Aurina è lo sfondo di questo romanzo storico in cui si muovono personaggi del passato che incarnano aspirazioni, valori ed emozioni senza tempo. Protagonista è Herbert, un contadino desideroso di riscatto, che con l'aiuto dell'amico curato impara a scrivere e, con tenacia, riesce a erigere un maso per la sua famiglia sopra il paese. Sulla piccola comunità della Valle Aurina, dove il tempo è scandito dalle fatiche quotidiane, nella prima metà del Cinquecento si abbatte come una valanga la rivoluzione di Lutero che scuote dalle fondamenta un mondo che sembrava immutabile. Il contadino e il curato diventano, loro malgrado, protagonisti della Guerra dei Contadini che insanguina la Germania meridionale e travolge il Sacro Romano Impero. Sangue e libertà, violenza e fede, il vecchio mondo e il nuovo: i due uomini dovranno scegliere mentre attorno a loro divampano le fiamme alimentate dalle eresie di Zwingli e di Müntzer. Costretti alla fuga si uniranno agli ultimi ribelli, accompagnandoli nell'estremo tentativo di una rivolta ormai senza speranza. Cadute le aspirazioni di libertà e di giustizia, non resta che la scelta tra tornare nella terra d'origine o l'esilio. Per chi resta c'è il rimpianto di un futuro sognato e perduto, per chi fugge il ricordo di un passato e di una terra abbandonati". (Franca Eller)
Note biografiche:
Renzo Caramaschi nato a Bolzano nel 1946 è stato sottotenente di complemento nella Brigata Tridentina dopo aver frequentato il 57° corso allievi ufficiali della Scuola Militare Alpina di Aosta.
Laureato in Economia e Commercio, giornalista pubblicista e fotografo dal 1974, appassionato di montagna, ama le escursioni in alta quota.
Autore dei volumi editi dalla casa editrice RAETIA nel 2008 "Per malghe e per rifugi in Alto Adige, 165 escursioni" e "Tra i monti della valle Aurina, 40 escursioni".
Nel vagabondare tra i monti e le piccole valli dell'Alto Adige Südtirol l'autore s'ispira alla filosofia trascendentalista dell'americano Henry David Thoreau che ha condensato il proprio pensiero nel volume "Walking" (camminare) del 1851. L'escursione diviene modello di vita e l'anelito al movimento liberazione dall'ansia. Trasferendo i concetti a livello fotografico, elemento strutturale e complementare dell'andare per monti, secondo lo stupendo saggio di Franco Meli che ha analizzato l'opera del filosofo americano, la natura "non può essere visitata unicamente dall'immaginazione". È necessario superare il contrasto tra "la persistente vitalità della natura e l'ottusità e la disattenzione dell'uomo nei suoi confronti".
"L'occhio" dell'escursionista e quindi anche del fotografo deve possedere "l'abilità di lasciarsi sorprendere da cose in apparenza laterali, percepite debolmente".
"L'osservazione ravvicinata deve combinarsi con quella di un vasto respiro". "Visione di dettaglio, ma anche trama completa dell'intero tessuto naturale". "Piccolo e grande non sono che termini comparativi, ma nulla è minimo o insignificante".
Fotografia della realtà, non artefatta quindi, immagine della natura come essa si propone alternandosi nel suo divenire.
Nelle escursioni, per lo più solitarie, è stato accompagnato dall'entusiasta samoiedo Vickie.
organizzazione: Biblioteca Civica G. Tartarotti