Il senso della paideia
Sono molte le ricerche, le riflessioni, le analisi compiute negli ultimi decenni sulle istituzioni scolastiche del nostro paese, ma in esse la scuola e i suoi operatori sono quasi sempre esaminati come dato, come istituzione o addirittura come semplice aggregato statistico. E i suoi operatori, sballottati fra riforme e progetti di riforma non sempre provvidi e quasi mai coerenti fra dichiarazione dintenti e stanziamenti atti al loro conseguimento, vivono spesso il loro ruolo sociale e professionale come poco soddisfacente non solo dal punto di vista economico ma anche da quello della riconoscibilità e della definibilità della stessa identità professionale.
E malgrado la situazione scolastica italiana non sia certo delle peggiori (se lItalia ha il tasso di devianza più basso dEuropa vorrà pur dire che le istituzioni educative, malgrado le tanto sbandierate crisi, tengono) e malgrado volontà e impegno di insegnanti e dirigenti consentano, a fianco di situazioni di disagio e a volte di degrado, non solo di difendere posizioni encomiabili ma anche di sperimentare, innovare, cercare nuove vie allorganizzazione didattica e alla formazione in servizio, la scuola e i suoi operatori sono in affanno di fronte al problema, peraltro ineludibile, di definire e rendere riconoscibile la cultura della scuola. Cultura che non è, nella riduzione operata dagli antropologi e alla quale siamo ormai abituati, un semplice insieme di costumi, abitudini, credenze, riti e linguaggi fra i quali cercare di mediare e contenere il disagio nella babele interculturale e nel trionfo sociale dei neo-ignoranti, ma è ciò che, a partire dal livello più alto dei saperi e dei contenuti disciplinari, gli insegnanti conoscitori, divulgatori e animatori delle conoscenze, elaborano e trasformano in offerta formativa.
Saperi e conoscenza che tuttavia non devono essere visti solo nellottica dellistruzione ma in quella, ben più delicata e complessa, delleducazione, finalizzati alla costruzione di identità personali che altrimenti, private dellalimento del conoscere e dellapprezzare la conoscenza, si atrofizzerebbero su modelli stereotipati di genere e di ruolo, declinando speranze e progetti su aspirazioni da rotocalco.
La necessità e la proposta di riflettere sullidentità culturale della scuola, e degli insegnanti nasce dalla necessità di rilanciare la consapevolezza di come la pedagogia non possa prescindere dal riconoscersi innanzitutto come teoria della cultura e teoria della conoscenza. E come sulla base di tale teoria sia compito e prerogativa di chi insegna elaborare pedagogicamente i saperi, progettando e realizzando conseguentemente setting educativi e pratiche didattiche
organizzazione: Associazione Encyclopaideia