Il venditore di sigari
Trento a Teatro
Trento Oltre
Al Teatro Cuminetti si celebra il Giorno della Memoria con Il Venditore di Sigari di Amos Kamil; una riflessione universale sul senso di appartenenza e identità sociale.
LITTA_produzioni (Milano)
Il venditore di sigari
di Amos Kamil
con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza
regia Alberto Oliva
Il sigaro intorpidisce i dispiaceri e riempie le ore solitarie con milioni di deliziose immagini.
Dopo aver fatto il tutto esaurito la scorsa stagione e aver riscosso grande attenzione da parte della critica arriva a Trento Il venditore di sigari di Amos Kamil per la regia di Alberto Oliva.
Nella Germania appena uscita dalla guerra, due uomini soli si incontrano tutte le mattine alle sei e trenta in un negozio di tabacchi. Uno ne è il proprietario, laltro è un professore ebreo. Entrambi si portano dietro un segreto e alcuni frammenti della Storia, che ha appena sconvolto e quasi annientato un popolo presente in tutto il mondo con diverse nazionalità ma ununica fede. Questo li chiama ad assumersi la responsabilità della loro appartenenza e a definire la loro posizione. Attraverso un dialogo serrato e di forte tensione, in cui si rinfacciano reciproche colpe e recriminano sui torti subiti, i due protagonisti arriveranno a scoprire chi sono veramente e quanto gli avvenimenti storici hanno condizionato la loro vita. La partita si gioca su un piano in cui è impossibile giudicare, in bilico tra la vita e la morte, la devastazione della guerra e le ipocrisie della ricostruzione. Come la Storia ha segnato chi si sentiva non solo ebreo, ma anche cittadino dellEuropa? Un Ebreo ha il diritto di sentirsi anche Tedesco?
É il dilemma dellappartenenza, delletichetta, che ognuno si porta dietro da quando nasce e alla quale è costretto ad aderire o a ribellarsi, ma non può restare indifferente.
Affrontare questo testo, da non ebreo, - dice il regista Alberto Oliva - è per me loccasione di indagare sulla difficoltà universale di scegliere se rimanere nascosti a combattere il nemico da dentro, o partire, abbandonando le proprie radici per combattere il nemico da lontano, ma a viso aperto. Penso a uno spettacolo che, partendo dalla questione ebraica, sappia trascenderla e arrivare a parlare di tutti, perché tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identità e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale, oggi più necessaria che mai.
cassa del Teatro Auditorium dal lunedì al sabato ore 10.00-19.00
cassa del Teatro Sociale dal lunedì al sabato ore 16.00-19.00
cassa de Teatro Cuminetti da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo
Dalla rassegna stampa:
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) il sentimento che si staglia netto in questa messa in scena, curata con attenzione dal giovane Alberto Oliva, è quello dellimpossibilità di riuscire a vivere per chi è sopravvissuto qualunque sia stata la sua storia. Con bravura e intelligenza Francesco Paolo Cosenza affronta il suo Gruber dandogli toni di segreta sofferenza per un indicibile che deve essere detto. Di fronte a lui il Doktor di Gaetano Callegaro che sceglie nella politica il futuro. (
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Magda Poli, Corriere della Sera, 19/05/2010
Non capita spesso, sulle scene italiane, di vedere uno spettacolo incentrato unicamente su sottili questioni di scelte morali. Se poi queste scelte morali riguardano un tema cruciale, ma lontano nel tempo, come quello della possibilità di scampare alla Shoah nella Germania nazista, allora l'argomento sembra farsi in qualche modo ancora più astratto. Ma siamo sicuri che gli interrogativi proposti dall'israeliano Amos Kamil, autore del testo allestito al Teatro Litta di Milano, riguardi solo quel periodo e quegli avvenimenti? Siamo sicuri che il problema sollevato, della sopravvivenza a ogni costo, non abbia in sé valenze assai più universali e attuali? Il regista Alberto Oliva è bravo a mantenere l'azione sul filo di un giudizio sospeso, impossibile da pronunciare. Gli attori, Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza, scavano con una sorta di ferocia trattenuta nell'inquieta interiorità dei loro personaggi.
Renato Palazzi, delteatro.it, 20/05/2010
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara - Portland Nuovi Orizzonti Teatrali