Impronte dell'anima
Associazione Portland. Stagione teatrale 2013 / 2014
Percorso Materiale non Conforme
Teatro Ribalta - Theatraki
Impronte dell'anima
Testo di Giovanni De Martis e Antonio Viganò
Scene e regia di Antonio Viganò
Con : Manuela Falser Melanie Goldner Paola Guerra Graziano Hueller Agnes Hinterwaldner Gisela Oberegger Alexandra Hofer Mattia Peretto
Con il contributo della Regione Trentino Alto Adige
Nella Germania nazista il programma T4 voleva eliminare tutti quelli che non fossero sani, belli, forti...
Note di Regia
Tutti sani, belli, forti
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Tiergartenstrasse 4
Trecentomila persone, uomini,donne e bambini furono eliminati nella germania nazista nel periodo 1939-1945. La loro colpa fu quella di non essere dentro i "parametri" che il nazismo, con la complicità degli psichiatri, avevano deciso arbitrariamente in nome di una razza forte, sana e bella.
Si eliminarono disabili, malati mentali, asociali, schizofrenici, epilettici, sordi e muti e il risultato non fu creare una nuova razza ma dei mostri. Perché chi ha ucciso e cremato donne bambini e uomini "non conformi" non sono diventati esseri superiori ma solo dei mostri. Orchi, come nelle fiabe per ragazzi.
Le parole Eugenetica e Eutanasia irrompono nel dibattito scientifico e nella società. Il corpo umano non appartiene più a chi lo abita e lo vive, nelle infinite sue possibilità, ma allo Stato, nel culto della salute collettiva e nel sacrificio dell'individuo. La capacità produttiva di un individuo è il metro di valutazione della vita umana. Nel pieno Darwinismo e determinismo biologico , con la complicità della scienza, si uccide qualsiasi "diversità" perché sono vite non degne di essere vissute.
Se parliamo di tutto questo con uno spettacolo, non è solo per non dimenticare "ogni amnesia contiene inconsapevolmente una forma di amnistia" (Primo Levi) ma perché oggi le parole eugenetica ed eutanasia ritornano con forza nel dibattito contemporaneo con aspetti etici e scientifici nuovi.
Se parliamo di tutto questo con uno spettacolo è perché quelle forme di vita, che non più di 60 anni fa non erano degne di vivere e di riprodursi, a noi raccontano un mondo, un sentire nuovo, una umanità che siamo felici di aver incontrato.
Non facciamo alcuna terapia o intrattenimento, né tantomeno progetti di inserimento sociale, facciamo teatro, cultura e, nonostante gli attori sono "diversi", si misurano con l'arte del teatro senza nessuna logica pietistica o sguardi consolatori e si assumono, nei confronti del pubblico che li guarderà, questa responsabilità di giudizio. - Antonio Viganò
organizzazione: Portland nuovi orizzonti teatrali