Incontro con i protagonisti dell'arte contemporanea
5ª Giornata del Contemporaneo
Presentazione libro e un video
Alle ore 17.00 nel Foyer della Biblioteca del Mart verrà presentato il libro di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini An Incongruos Beam of Beauty over the Gaza Strip / Un assurdo raggio di splendore sopra la striscia di Gaza, edito da Charta nel 2008.
Alla presentazione parteciperanno gli autori, il collezionista Paolo Della Grazia, Emanuela De Cecco, professoressa di Storia dellarte contemporanea allUniversità di Bolzano e Giorgio Zanchetti, professore di Storia dellarte contemporanea allUniversità di Milano.
Seguirà la proiezione del video di Mocellin e Pellegrini Visitati occasionalmente da un raro arcobaleno (2008). Il video dei due artisti è incentrato sul ruolo salvifico della scrittura e del paesaggio nella vita quotidiana in Israele e Palestina.
La proiezione durerà 40 minuti. Si rimanda in calce al comunicato per una scheda completa.
Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini An Incongruos Beam of Beauty over the Gaza Strip / Un assurdo raggio di splendore sopra la striscia di Gaza
Proiezione video su schermo unico (tratta dallinstallazione originale a 3 schermi), colore, suono, dimensioni variabili, Durata: 40 minuti circa
Questo progetto nasce da una riflessione su alcuni aspetti della vita quotidiana in Palestina e Israele. Partendo da una serie di blog ed articoli pubblicati su internet, ci siamo concentrati sulla contrapposizione tra controllo e terrore, sicurezza e strumentalizzazione della paura e sulla dicotomia spaesamento/appartenenza che caratterizzano la vita in quelle zone.
Il nostro lavoro, che cita principalmente 3 fonti, è stato quello di dare voce e mettere in relazione le parole di Leila El Haddad, giornalista palestinese che vive a Gaza, e quelle di David Grossman, scrittore israeliano che vive a Gerusalemme ed esponente di rilievo di Peace Now. La terza fonte è il poeta palestinese Mahmoud Darwish, di cui abbiamo illustrato parte di un saggio sui fiori palestinesi, intesi come simbolo di bellezza fertilità e fragilità di quella terra contesa e bagnata dal sangue. Dai testi, sotto alcuni aspetti incredibilmente simili, emergono, da una parte il ruolo salvifico della scrittura, dallaltra quello del paesaggio, fatto oltre che di devastazione, anche di mare, sole, pioggia, arcobaleni. È di tutte e due le parti la sensazione di vivere dentro ad una bolla ermetica, come la denuncia di una costante condizione di precarietà. La disintegrazione della propria identità causata dal fatto di essere soggetti al controllo dellaltro. La preoccupazione nei confronti dei propri figli, la difficoltà nello spiegare, il desiderio di nasconder loro almeno una parte della verità. Oltre al dialogo immaginario tra i due scrittori linstallazione si avvale di una serie di contributi audio, sempre registrati dalla rete, che raccontano situazioni di panico, difficoltà e violenza. Alla fine, una strofa di Lili Marleen suonata a clarinetto dal musicista israeliano Gilad Atzmon, rimanda inevitabilmente alle tragedie del passato. I fiori palestinesi che appaiono nello schermo centrale sono riproduzioni di dipinti e disegni di Hanna Zeller, missionaria svizzera del diciannovesimo secolo. Gli schermi laterali ospitano un visionario collage video, in cui le immagini, elaborate per prendere le distanze dalle quotidiane immagini di conflitto che ci passano i media, assumono, accompagnate da musica dal vivo e parole, un carattere straniante e poetico. Pensando allidea di esilio come condizione esistenziale, e consci della complessità di una situazione così lontana dalla nostra, e della difficoltà di parlarne, abbiamo cercato di interrogarci su quanto il controllo e la paura abbiano cambiato anche la nostra quotidianità, che, benché assolutamente meno estrema di quella mediorientale, sembra dirigersi sempre di più verso unesasperazione del controllo sociale con una conseguente perdita di libertà individuali.
organizzazione: Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto