Ivanov
Altro Teatro
Progetto U.R.T.
Ivanov
di Anton Cechov
Traduzione di Vittorio Strada
Regia e scenografia di Jurij Ferrini
Con Jurij Ferrini, Sarah Biacchi, Wilma Sciutto, Marco Zanutto, Federico Vanni, Gaetano Sciortino, Andrea Pierdicca
"Per linizio della stagione 2004-2005 il progetto U.R.T. produrrà e farà circuitare Ivanov di Anton Cechov, in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova. Le motivazioni che mi hanno spinto a voler mettere in scena questa opera di Cechov sono molto profonde e personali eppure penso sia necessario almeno in questa occasione svelarne alcune per tentare di far capire quale portata emotiva potrà avere per tutti noi questo allestimento. È sorprendente lanalogia della storia di Ivanov - se si tralasciano alcuni elementi tardoromantici e melodrammatici come la morte per tisi di Anna Petrovna o il suicidio finale del protagonista - con alcune vicende che nellultimo anno hanno coinvolto Wilma Sciutto, Sarah Biacchi e il sottoscritto. Vicende personali che si possono immaginare e non è il caso di narrare in questa sede ma che hanno offerto a noi la straordinaria possibilità di vivere questo periodo come una sorta di "improvvisazione" che ci fa aderire e ancorare ai sentimenti espressi dai protagonisti dellopera. In particolare una sera Wilma pronunziò una frase che mi pareva di avere già sentito: "ho la sensazione di essere stata truffata dal destino". Mi ricordava una battuta di Anna Petrovna, moglie di Ivanov. Andai a cercare il testo nel baule dove tengo i copioni, lo trovai e iniziai a sfogliarlo; trovai la scena e controllando scoprii che aveva pronunciato esattamente le stesse parole. Le proposi di mettere in scena lopera utilizzando come interpreti principali proprio noi tre: Wilma nel ruolo di Anna Petrovna, Sarah in quello di Sasha ed io in quello di Ivanov. Lei aderì con entusiasmo. Dopo qualche titubanza per il carattere un po masochistico del progetto anche Sarah accettò. In effetti per ognuno di noi trasformare in gesto artistico un dolore della propria vita è conferire a al dolore stesso un senso; non solo ma mettere in scena significa necessariamente comprendere la molteplicità dei punti di vista dei personaggi e nel nostro caso dietro ai personaggi può celarsi la comprensione profonda di quelle persone che la vita ci ha messo di fronte, anche in contrapposizione.
I biglietti si potranno acquistare presso:
Cassa del Teatro Auditorium dal lunedì al sabato ore 10-19
Cassa del Teatro Sociale dal lunedì al sabato ore 16-19
nelle giornate di spettacolo nel teatro che ospita lo stesso da un'ora prima dell'inizio
Casse Rurali Trentine convenzionate in orario di sportello
Ivanov, uomo pieno di ideali, di forza e di progetti - ci troviamo negli anni che precedono la rivoluzione di ottobre - si è ridotto a non saper più lavorare, ad essere oppresso dai debitori e ad essere vittima di una angoscia terribile, sorda e spossante. Ivanov descrive spesso i sintomi del suo malessere con una precisione quasi medica: il mal di testa, il ronzio nelle orecchie. Ogni sera si allontana da casa perché non riesce a restare con la moglie Anna Petrovna e frequenta la casa dei Lebedev che hanno una figlia ventenne innamorata di lui, Sasha. Lo straordinario affresco cecoviano dei personaggi che popolano la vita del protagonista, che spettegolano su di lui, che lo opprimono con i debiti o tentano di aiutarlo è di una maestrìa sconcertante. Sasha e Ivanov coltivano una relazione mal celata che sembra accendere qualche speranza di guarigione dalla "psicopatologia" del protagonista ma a distanza di un anno dalla morte della moglie, proprio nel giorno delle sue nozze con la giovane Sasha, sopraffatto dai mostri che abitano la sua mente e che quasi rivelano il suo "bisogno di soffrire", si spara un colpo di pistola davanti agli invitati. Tra la irresistibile comicità dei persecutori e degli alleati di Ivanov - ma le due categorie spesso si confonono - e il terribile dolore di Anna Petrovna, Sasha e Ivanov si snoda una vicenda davvero coinvolgente. Affronteremo come di consueto un laboratorio estivo prima d procedere allallestimento vero e proprio e in questo laboratorio lattività di ricerca sarà indispensabile. Possiamo contare fin da oggi sul nucleo artistico della compagnia con laggiunta di nuovi interessantissimi elementi più giovani come Gaetano Sciortino (Lvov) e Andrea Pierdicca (Borkin). Un progetto che ho la presunzione di credere sarebbe piaciuto molto a Stanislavsky."
Jurij Ferrini
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara