Kaukalias
Rassegna OFF-side
Escursioni nel Teatro Contemporaneo
Evoè!Teatro - Kalambur Teatro
Kaukalias
Quando volare vuol dire vivere
"Come? Tutto sarebbe solo umano, troppo umano"
Friedrich Nietzsche
regia di Alessio Nardin
con Alessandro Bianchi, Nastassia Calia, Emanuele Cerra, Paolo Malvisi, Marta Marchi, Moreno Petroni, Clara Setti
disegno luci: Luca Brum
proiezioni e video: Marco Leonardo Pieropan
suono e musiche: Lorenzo Zanghielli
supervisione costumi: Anja Tavernini
progetto grafico: Elena Tudorache
Lo spettacolo è liberamente tratto da "Il gabbiano" di A. P. Cechov. La libertà non consta nel re-interpretare l'autore: il genio non si può interpretare, si può solo manifestare e da questa epifania si può solo apprendere. La libertà è stata posta nell'universalità ed attualità dei singoli temi delle "persone" presenti ne "Il gabbiano". La vita di una decina di persone si interseca continuamente attorno ad un contesto famigliare: un gruppo di artisti, o aspiranti tali, si ritrova, per una serie di coincidenze, isolato in una casa di campagna. L'incrociarsi delle loro vite concrete mette in evidenza interrogativi condivisi tra i vari protagonisti: la necessità dell'arte nella vita dell'uomo, la necessità del sogno ispiratore nell'arte, la necessità di avere un sogno nella vita per la sua stessa essenza. Temi che animano il testo come un fiume carsico, un filo conduttore che collega tra loro vite ed esperienze diverse; un pretesto per interrogare attori e spettatori sul ruolo del sogno, dell'arte e dell'uomo nella società contemporanea del 2014.
Lo spettacolo si basa sull'unicità di ogni replica che cambia in funzione dello spazio architettonico a disposizione e del pubblico presente trasformandoli in un nuovo e diverso spazio scenico, dove attori e spettatori sono sullo stesso piano e condividono insieme l'azione.
NOTE DI REGIA
Nell'affrontare questa opera e cercando ostinatamente l'azione in scena ci ritroviamo ogni volta quotidianamente, senza volerlo, davanti all'essenza umana nella vita. Attori, regista, spettatori e personaggi, tutti costretti a confrontarsi in un'arena con una costante domanda: CHI SONO IO?
La tentazione immediata è quella di scappare attraverso l'uso della logica scenica o della retorica tematica; ma incessantemente, come in un labirinto senza uscita, più scappiamo e più ci troviamo al centro di domande paradossalmente molto semplici: chi sono, come mi chiamo, da dove vengo, cosa voglio fare, dove cerco la mia essenza quotidiana?
Impossibile cercare la risposta in sofismi o concetti, la vita è troppo presente e forte per permetterlo.
Allora dove? In una realtà concreta fatta di situazioni dove si ripetono i tentativi di trovare la propria "strada" o la propria aspirazione o il proprio grande SOGNO. Tutto questo non lo scegliamo coscientemente: ce lo impone l'autore contro ogni nostro tentativo di fuga, per questo siamo all'essenza.
La nostra sfida è cercare di creare ogni sera concretamente il nostro sogno, e questo paradosso possiamo tentare di farlo solo producendo un evento teatrale basato quasi unicamente sul lavoro degli attori e sulla presenza reale ed attiva degli spettatori, denudato da orpelli, basato sull'azione cioè sull'essenza delle persone presenti in quel momento nello spazio-arena: CHI SONO IO?
Solo l'essenziale che diventa tutto: attori, regista, spettatori e personaggi. Un lavoro umano che, adattandosi a spazi teatrali diversi, muta nella forma, rafforzandosi nell'ESSENZA: l'assoluta semplicità si può trasformare in purezza.
è stato realizzato grazie al sostegno di:
Comune di Rovereto - Assessorato alla Contemporaneità
Provincia Autonoma di Trento
Teatro Cartiera Rovereto
in collaborazione con:
Smart Lab Rovereto
Firestarter* Network
Small House Productions