L’Occidente e i suoi nemici
Intervengono Massimo Libardi, Gianfranco Poggi e Luciano Pellicani.
L’assalto terroristico al Bataclan di Parigi ha brutalmente riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale un fenomeno che a molti studiosi era sembrato definitivamente estinto: l’odio contro l’Occidente.
Le radici di questo odio risalgono all’epoca durante la quale l’Occidente estese i suoi tentacoli sul pianeta Terra, sottoponendo alla sua smisurata volontà di dominio e di sfruttamento le società orientali. Pagine orrende, quelle scritte dall’Occidente nella sua marcia imperialistica, dall’infame tratta degli schiavi allo spietato sterminio dei “selvaggi” e delle loro culture. Il che, naturalmente, non poteva non suscitare il risentimento e la collera del “proletariato esterno”. Tanto più che il dominio coloniale fu caratterizzato dal disprezzo razzista nei confronti dei popoli assoggettati, descritti come biologicamente incapaci di autogovernarsi e, quindi, bisognosi di una paternalistica tutela.
È vero che il processo di decolonizzazione ha posto fine al dominio politico-militare delle potenze europee. Ma non ha posto fine a quella che il grande Arnold Toynbee ha descritto come una “aggressione culturale”. In effetti, le società orientali, da generazioni, si trovano come assediate dalla formidabile potenza radioattiva dell’Occidente, il cui “imperialismo culturale” non conosce confini di sorta.
Fra le “risposte” con le quali i popoli d’Oriente hanno fronteggiato lo straripamento planetario della civiltà occidentale, la più radicale è stata – e continua ad essere, come è testimoniato dall’ascesa dello Stato islamico (ISIS) – quella “zelota”: una chiamata rivoluzionaria alle armi contro la Città secolare , percepita e stigmatizzata come una satanica potenza che tutto corrompe e degrada e che, precisamente per questo, va rasa al suolo.
Ma l’odio contro l’Occidente non è nato solo dal seno del “proletariato esterno”; è nato anche dal seno dell’Occidente stesso. Le prime significative manifestazioni della rivolta intellettuale e morale contro il mondo moderno si registrano proprio in Europa, dal cui seno sono emersi travolgenti movimenti rivoluzionari di massa – comunismo, fascismo, nazionalsocialismo – animati dall’intenso desiderio di fare tabula rasa della civiltà dei diritti e delle libertà, bollata come il regno di Mammona e dei suoi avidi adoratori.
A ciò si deve aggiungere l’emergenza, sempre in Europa, di subculture radicalmente ostili alla scienza (rea di aver disincantato il mondo), alla tecnica (descritta come un demoniaco apparato di dominio e di manipolazione delle anime) e alla istituzione cardinale della Modernità: la libertà individuale, stigmatizzata come un agente entropico disintegratore dell’unità spirituale della Gemeinschaft. Pertanto, avevano pienamente ragione Karl Popper e José Ortega y Gasset quando leggevano la parabola storica della civiltà occidentale come una lotta permanente fra la “società chiusa” e la “società aperta”: ossia fra Sparta e Atene. La prima , paradigmatica realizzazione storica della Città sacra centrata sulla cultura della comunità divinizzata; la seconda, realizzazione storica, altrettanto paradigmatica, della Città secolare centrata sulla cultura dell’autonomia individuale. Due modelli di società affatto incompatibili e , come tali , destinati a lacerare le viscere intellettuali e morali della civiltà occidentali. Con una precisazione, di fondamentale importanza: che, a partire dal trionfo del Cristianesimo, Sparta ha assunto le sembianze di Gerusalemme.
Di questi temi se ne discute nell’incontro-dibattito “L’Occidente e i suoi nemici”, organizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO, che si terrà a Trento, mercoledì 24 febbraio 2016, alle ore 17,30, nella “Sala degli Affreschi” della Biblioteca comunale (Via Roma 55).
Intervengono Massimo Libardi, Gianfranco Poggi e Luciano Pellicani.
Luciano Pellicani, professore emerito della LUISS Guido Carli, è fra i sociologi italiani più conosciuti all’estero grazie alla traduzione dei suoi saggi nelle principali lingue europee. Ha ha lungo diretto il mensile “Mondoperaio”.
“L’Occidente e i suoi nemici” di Luciano Pellicani è pubblicato da Rubbettino (pp. 448, € 24,00)
organizzazione: Csseo