L'affarista (Mercadet l'affarista)
Trento a Teatro
Stagione di Prosa
Compagnia Il Rossetti
Teatro Quirino Vittorio Gassman
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Teatro Stabile di Calabria
Geppy Glejieses e Marianella Bargilli in
L'affarista (Mercadet l'affarista)
Di Honorè de Balzac
Traduzione e adattamento Alberto Bassetti
Con Paila Pavese e Osvaldo Ruggieri
Regia Antonio Calenda
Scene Pier Paolo Bisleri
Costumi Carla Teti
Musiche Germano Mazzocchetti
Luci Nino Napoletano
Scritta da Honoré de Balzac alla metà dell'Ottocento, è una grande commedia umana che mantiene una sorprendente attualità. Parla della frenesia e dell'immoralità delle speculazioni economiche; racconta lo spietato gioco delle Borse, il mondo losco e cinico degli affari. Un universo ambiguo che l'autore raffigura in modo incisivo, realistico e allo stesso tempo ironico.
Mercadet è un personaggio vigoroso, geniale e cialtrone che, mosso da una sorta di libido del denaro, vive con l'unico scopo di speculare e arricchire. Accanto a lui gravita un piccolo universo di personaggi che, con accenti di deciso realismo, Balzac aveva tratteggiato ispirandosi alla società del XIX secolo, ma che molto ci dicono dei ˝furbetti˝ e degli speculatori che popolano il nostro presente.
Il 2012 della Prosa si aprirà, all'Auditorium di Trento, nel segno di Honoré de Balzac e della sua comédie humaine. «L'affarista», che vede allineate nell'impegno produttivo ben quattro realtà (la Compagnia Il Rossetti, il Teatro Quirino Vittorio Gassman, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Stabile di Calabria) è l'adattamento, curato da Alberto Bassetti, di Mercadet l'affarista, uno dei capolavori teatrali del grande maestro francese della letteratura realista. Lo spettacolo debutterà a Trento giovedì 12 gennaio alle 20.30 (turno A) e sarà replicato, sempre in orario serale, venerdì 13 (turno B) e sabato 14 (turno C). Per la giornata di domenica 15 è prevista invece la recita pomeridiana con inizio alle ore 16.00 (turno D).
È davvero una commedia umana questo testo di Honoré de Balzac, e non solo per il riferimento letterario al corposo insieme dell'opera del grande scrittore. La commedia, composta alla metà dell'Ottocento, ma attualissima anche ai nostri giorni, indaga sui pochi pregi e sui molti difetti di una società che ha smarrito il senso della famiglia, che ha posto i sentimenti in secondo piano rispetto al denaro. Ed ecco che, a regolare la vita delle persone, entrano in campo la frenesia e limmoralità delle speculazioni economiche, lo spietato gioco delle Borse, il mondo spesso losco e cinico degli affari. Quella dell'astuto affarista Mercadet è una vicenda di oltre 160 anni fa, ma del tutto simile alle tante storie che invadono ogni giorno i nostri telegiornali e le pagine dei quotidiani.
Abile e attivissimo, dotato di una straordinaria capacità di inventare sempre nuove trovate e di andare alla ricerca di nuovi espedienti, Mercadet vive nel perseguire la sua unica fondamentale idea fissa, quella di arricchire, speculare. È mosso da una sorta di libido del denaro, che vive come una nevrosi esistenziale. Ma, come succede anche ai moderni furbetti dell'economia, gioca in Borsa con denari che, in realtà, non gli appartengono e trova sempre il modo di truccare il mercato in proprio favore. Può così tenere in pugno i creditori, ancor più sensibili di lui al miraggio del facile guadagno.
Lallestimento, firmato da Antonio Calenda, porta in palcoscenico una compagnia efficace e numerosa (sono ben dodici i personaggi), chiamata a dar vita alle variopinte e sfuggenti figure che attorniano il protagonista, al quale Geppy Gleijeses offre tutte le sue risorse interpretative e quella versatilità che negli ultimi anni gli ha permesso di essere apprezzato dal pubblico trentino alle prese con testi di G.B. Show, Pirandello ed Eduardo Scarpetta. Si tratta di un personaggio monomaniaco, vigoroso, geniale e cialtrone: un carattere eccezionale. Marianella Bargilli disegna con gusto la figura della figlia bruttina di Mercadet e anche i tipi dei creditori risultano tratteggiati magistralmente, ognuno con caratteri propri e ben distinti. Le trovate, le frottole, i discorsi con cui Mercadet li mena per il naso sono di una genialità mirabile, disinvolta e briosa.
È uno spettacolo che può farci vivere per un paio d'ore nell'illusione che speculatori, affaristi e imbroglioni facciano parte della finzione del palcoscenico. Salvo poi renderci conto, al calare del sipario, che le magagne di cui erano afflitti i personaggi di Honorè de Balzac sono esattamente le stesse che ammorbano anche la società di oggi.
Accanto a Geppy Glejieses e Marianella Bargilli saranno in scena Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri, Antonio Tallura, Piergiorgio Fasolo, Francesco Benedetto, Alfonso Veneroso, Adriano Braidotti, Ferruccio Ferrante, Jacopo Venturiero e Antonio Ferrante. Le scene sono di Pier Paolo Bisleri e i costumi di Carla Teti. Nino Napoletano ha disegnato le luci e Germano Mazzocchetti è l'autore delle musiche originali.
Venerdì 13 gennaio alle ore 16,30 è previsto al Teatro Sociale l'OSSERVATORIO TEATRALE - Theatrum Philosophicum, laboratorio critico realizzato, in collaborazione con il Centro Santa Chiara, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento. Si tratta di un'iniziativa di approfondimento curata dalla professoressa Sandra Pietrini, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo, e rivolta, oltre che agli studenti, a tutte le persone interessate al teatro e alla comunicazione culturale. Interverranno Geppy Glejieses e il professor Fernando Gioviale dell'Università di Catania.
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara