L'eroe e il soldato di cioccolato
Trento a Teatro
Stagione di Prosa | Altri Percorsi
Compagnia del Teatro Katona di Budapest
L'eroe e il soldato di cioccolato
di George Bernard Shaw
traduzione di Ádám Réz
regia Gábor Máté
Ekaterina Petkova: Erika Bodnár
Raina Petkova: Adél Jordán
Pavel Petkov: Péter Haumann
Sergei Saranov: Ervin Nagy
Capitano Bluntschli: Gergely Kocsis
Luka: Anna Pálmai
Nikola: János Bán
Ufficiale: István Dankó
Scene: Balázs Cziegler
Costumi: Anni Füzér
Drammaturgia di: Zsuzsa Várady
Testi delle canzoni: Szabolcs Várady
Musiche di: András Monori
Coreografia: Zoltán Zsuráfszky
Assistente alla regia: György Tiwald
Musicisti: István Kerek, Tamás Knipf, Gábor Pusztai, István Rózsa, Dávid Szalkai
Spettacolo in ungherese con sovratitoli in italiano
Siamo nel 1885, al confine serbo-bulgaro. Una giovane ragazza, Raina sta sognando del suo fidanzato, Sergei, che lotta contro i serbi, insieme al padre di Raina. Sergei é un vero eroe: grazie a lui i bulgari sono riusciti a vincere lultima battaglia contro i serbi. Lesercito nemico ora scappa attraverso la loro cittá. Raina sta per addormentarsi, quando un soldato nemico si arrampica sul balcone e arriva nella sua camera. Lui é sporco, pratico, sfacciato e ha paura, non assomiglia per niente agli eroi che Raina si é immaginata
Note di regia di Gábor Máté:
Avrei sempre voluto mettere in scena un pezzo di G.B.Shaw, ma alla fine mi sono sempre spaventato. O mi sembrava fuori moda, o mi mancava lambizione. Ma questa commedia mi ha proprio colpito. Ho scoperto che aveva anche una versione di operetta, con una musica molto bella, scritta da Oscar Strauss, ma pensavo non fosse una buona idea farla cantare dagli attori del Katona, perché poteva sembrare che avessimo voluto ironizzare su quel genere. Ho capito anche che il libretto delloperetta era piú debole della commedia originale. Quindi ho deciso di farci scrivere una musica balcanica da András Monori. Ho chiesto al poeta Szabolcs Várady di scrivere le poesie delle canzoni, quindi possiamo dire che é nato un nuovo pezzo teatrale.
Non penso che debba essere recitato in modo realistico. Ma volevo che i personaggi fossero veri, reali, perché la loro storia é molto umana. Non volevo per niente che sembrasse una parodia. Comunque non é uno spettacolo realistico, soprattutto per quanto riguarda la parte visiva. Ad esempio la camera da letto si muove nello spazio vuoto come se fosse una piccola scatola di gioielli.
La vicenda si svolge durante la guerra serbo-bulgara, al confine dei due paesi, e pensavo che tutto questo oggi avesse un significato molto diverso da quello che poteva avere nei tempi lontani. Non é un ambiente di favola, ma un ambiente vero, vicino a noi. E si parla della perdita delle illusioni, che appartiene allesperienza di noi tutti. I protagonisti hanno immaginato la loro vita in un certo modo, credevano molto in certe cose, ma la vita ha redisegnato tutti i loro piani, e devono capire che le cose non stanno cosi come loro ne avevano sognato. É un pezzo teatrale importante, materiale nobile su cui mi ha fatto molto piacere lavorare.
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara