L'ultima sera di carnovale
Trento a Teatro
Stagione di Prosa
Compagnia del Teatro Katona Jòszef Szìhnàz di Budapest (Ungheria)
L'ultima sera di carnovale
di Carlo Goldoni
Scene Csörsz Khell
Costumi Györgyi Szakács
Musiche di László Sáry
Drammaturgia di Géza Fodor e Tamara Török
Traduzione ungherese di Tamara Török
Assistente alla regia György Tiwald
Regia di Gábor Zsámbéki
Sior Zamaria testor, cioè fabbricatore di stoffe ZOLTÁN BEZERÉDI
Siora Domenica, figlia di Zamaria ANNA PÁLMAI
Sior Anzoletto, disegnatore di stoffe ANDRÁS ÖTVÖS
Sior Bastian, mercante di seta DÉNES UJLAKI
Siora Marta, moglie di BastianERIKA BODNÁR
Sior Lazaro, fabbricatore di stoffe GERGELY KOCSIS
Sior'Alba, moglie di Lazaro ANDREA FULLAJTÁR / RÉKA PELSOCZY
Sior Agustin, fabbricatore di stoffe ERVIN NAGY
Siora Elenetta, moglie di Agustin ADÉL JORDÁN
Siora Polonia, che fila oro ÁGI SZIRTES
Sior Momolo, manganaro GÁBOR MÁTÉ
Madama Gatteau, vecchia francese ricamatrice ERZSI MÁTHÉ / ANDREA FULLAJTÁR
Cosmo, garzone lavorante di Zamaria ISTVÁN DANKÓ
Baldissera, garzone lavorante di Zamaria ZOLTÁN FRIEDENTHAL
Martin, garzone lavorante di Zamaria JÓZSEF KÁDAS
In occasione del trecentesimo anniversario della nascita di Carlo Goldoni, il Katona propone L'ultima sera di Carnovale. Con questa commedia la sera del martedì grasso del 1762, Goldoni si congedava dal pubblico veneziano, in vista del suo trasferimento a Parigi. Attraverso una "allegoria", come egli stesso la definisce, metteva in scena il proprio addio alle scene italiane, attraverso il personaggio di Anzoletto, mercante di stoffe in partenza per la Moscovita, salutato malinconicamente da amici e parenti.
Spettacolo in ungherese con i sovratitoli in italiano
Lultima sera del carnevale è una storia di mercanti di stoffe seduti davanti a un tavolo da gioco e ad un buon pasto per celebrare la fine del carnavale: un intreccio sottile di relazioni e di scambi umani all'interno di un gruppo unito. Nel piccolo mondo dei mercanti di stoffe veneziani, sull'onda dei piaceri della tavola e del gioco prenderanno vita coppie, inganni e necessità. Nell'atmosfera divertente e nostalgica di L'ultima sera del Carnevale , battibeccano signorine e giovincelle, uomini noiosi e carampane.
Anzoletto disegnatore, deve lasciare Venezia per andare lavorare a Mosca, dove è invitato da artigiani italiani.
Biglietti in vendita dal 20 ottobre
Nei Memoires Carlo Goldoni scrive quanto segue parlando dellanno 1761: «La mia ultima commedia prima della mia partenza per Parigi è Una delle ultime sere di Carnovale, unallegoria ambientata a Venezia, con la quale io dò laddio alla mia patria». I registi in genere amano questa commedia di Goldoni in particolare per latmosfera melanconica che chiude il testo. Io ero interessato a qualcosa di completamente diverso. Ciò che mi interessava era che un giovane uomo pieno di talento (un artista!) debba prendere una decisione in merito alla propria vita: restare o meno nella città in cui è vissuto a lungo, dove ha ottenuto tutto ciò che poteva, dove è rispettato per i propri lavori? In effetti egli desidera qualcosa di più. Vorrebbe imparare e conoscere cose nuove. E allora, dovrebbe forse seguire il proprio istinto, cercare nuove sfide e abbandonare le certezze, anche se ciò dovesse comportare sacrifici? (Dovrebbe ricominciare tutto da capo. E inoltre è innamorato, e sarebbe difficile abbandonare Domenica, figlia di Zamaria). Anzoletto è pieno di dubbi. I suoi desideri e i suoi dubbi sono quelli di qualsiasi artista che lavora con passione. Inoltre, lUngheria è una terra che attualmente risente molo degli effetti della fuga dei cervelli. Molte nazioni chiamano nostri esperti dei più diversi campi di attività, che accettano linvito, sperando di ricavare per sé non solo un miglioramento economico, ma anche una migliore posizione professionale. Questo è esattamente quanto spera Anzoletto. Lintonazione di alcune scene è cambiata, proprio perché si accordano con la situazione ungherese. Cè per esempio un forte contrasto e un conflitto tra generazioni. Il tono di alcune conversazioni è determinato dalla mancanza di comunicazione, per cui capiamo, per esempio, che Zamaria non è in grado di comprendere le ragioni di Anzoletto, e Anzoletto non può comprendere quelle di Zamaria. Cercavamo di rinforzare il dilemma di Anzoletto anche nel testo, inserendo alcune battute extra (in quelle parti, per esempio, dove spiega a Domenica, Marta e Polonia, o in unaltra scena a Zamaria, perché vuole andarsene. «Il gusto a Venezia è stabilito dai maestri dei maestri. Mio nonno dipingeva stoffe con fiori e uccelli e a te piace la stessa cosa
Tu hai rifiutato molti dei miei cento e più disegni, e quelli che hai rifiutato erano i miei preferiti», egli dice).
Anche Bastiano ha alcune battute importanti, lui che parla nel nome di coloro che non sono interessati a simili sfide nel corso della propria vita: avere una vita tranquilla a casa loro è sempre stata la cosa più importante. Tra gli altri importanti cambiamenti drammaturgica vorrei menzionare che il gioco di carte è diventato più breve, come la scena del pranzo del terzo atto (cè una lunga proceduta per i posti a sedere prima di entrambe, e pensavamo fosse impossibile ripeterla).
Gábor Zsámbéki
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara