La Belvert (indie-rock MI) live
Tra materie prime genuine e la cura di mani esperte della Marjucha Sound è nato un appetitoso piccolo prodotto, un disco appena sfornato, si tratta del primo ep de La Belvert, un lavoro che unisce profumi di legni acustici a sottili suoni elettronici, che mescola gli oli essenziali degli archi ai tocchi speziati della batteria, che vorremmo per l'appunto portare in giro ad assaporare con un tour promozionale in Italia.
La Belvert può assumere diverse forme e sound, dal duo al quartetto; dal concertino acustico, di quelli che ci si gusta seduti sul vecchio divano a fiori del salotto, al sound elettrizzato, di quelli da palco, da sentire e osservare in piedi, muovendo i piedi, col naso all'insù.
Quando suona spazia tra concerti domestici, i palchi e la strada, improvvisazioni e set elettroacustici, manie di collezionismo e riutilizzo sonoro.
Una contaminazione tra pop e ricerca, che ascolta gli Animal Collective e Paul Simon, Dalla e Pierre Schaeffer e prende nota di tutto quel che può.
Dietro il sipario una giungla di idee, nel canto un richiamo d'uccello esotico.
C'è curiosità per il suono, l'immagine, la performance, il teatro.
La sua culla è l'Italia, ma nei testi si parla di terre lontane, forse perché c'è necessità di cambiare.
La sensazione è la dimensione in cui l'ascoltatore incontra il suono peculiare della band. E' lì che afferra, tra traslochi e altri mondi, l'istinto primordiale della musica, collegato dalla ricerca di ambienti sonori evocativi, in un approccio simile al neonato in esplorazione che si mette in bocca ogni cosa che trova, mescolando suoni, generi, frasi in lingue diverse.
La band è già venuti a suonare a inizio estate a Trento per la festa Il Fiume che non c'è e ritorna alla bookique su richiesta di molti fan che ne hanno apprezzato il lavoro.