La Russia dell'uomo d'oro
Un tributo alle migliaia di alpini che persero la vita nella campagna italiana di Russia ma anche una importante occasione di educazione alla cultura della pace attraverso la riscoperta, grazie ad uno spettacolo teatrale non a caso recitato in italiano e russo da attori italiani e russi, di momenti che anche nella temperie del secondo conflitto mondiale seppero avvicinare e non dividere ulteriormente.
Doppio appuntamento - al Teatro Cuminetti di Trento e al Teatro alla Cartiera di Rovereto - con La Russia dellUomo dOro, storia di un padre e di migliaia di figli, spettacolo teatrale frutto della coproduzione Occupazioni Farsesche di Firenze e Teatro Festival Baltijskij Dom di San Pietroburgo. In Trentino lo spettacolo arriva grazie allAssessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino, Museo storico italiano della Guerra di Rovereto, Comune di Rovereto, Centro Servizi culturali S. Chiara e ANA, Associazione nazionale alpini.
LAssociazione Culturale Occupazioni Farsesche ha iniziato a lavorare sulla Campagna italiana di Russia già nel 2004, spinta dal carattere epico della vicenda: il contadino strappato alla sua miseria, spedito a suon di retorica fascista ad affrontare a mani nude un gigante come la Russia.
Così, dal lungo lavoro di documentazione, è nato nel 2005 lo spettacolo ARMIR Armata Italiana in Russia - partitura per immagini, suoni e pupazzi. Lo spettacolo raccontava la visione italiana. Nel 2007 infine, è partito il progetto Italia-Russia: il fronte della memoria, con lintenzione di coinvolgere direttamente il nemico di allora: la Russia. In collaborazione con lIstituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, lUniversità Agraria Statale di Voronez (VGAU), nonché il Teatro Baltiskij Dom, si è arrivati alla realizzazione di un film-documentario, girato in Russia e Ucraina, e del progetto forse più ambizioso: uno spettacolo dal titolo La Russia delluomo doro, storia di un padre e di migliaia di figli in cui attori russi e italiani insieme giocano alla guerra. Si voleva soprattutto onorare la memoria dei tanti soldati che, su un fronte e sullaltro, seppero essere migliori della guerra che combattevano.
Russia - Italia: il fronte della memoria è il primo progetto a carattere internazionale che in Russia viene dedicato allARMIR.
ARMIR, sta per Armata Italiana in Russia, cioè l'insieme delle divisioni che il Duce inviò nel 1942 a combattere, a fianco dei tedeschi, nelle sterminate steppe della Russia.
ARMIR è soprattutto sinonimo di coraggio disperato e di completa sconfitta, di epica ritirata e terribile prigionia.
La spedizione italiana in Russia travalica, se possibile, i confini della normale follia della guerra, diventa un deliberato atto criminale voluto personalmente da Mussolini (e osteggiato allinizio da Hitler stesso) al solo scopo di avere un numero consistente di morti da far pesare al futuro tavolo della pace. Mandare i nostri soldati a combattere come aggressori nel cuore della Russia, senza preparazione e soprattutto senza armi ed equipaggiamenti adeguati, fu un atto paradossale di cinismo politico e insieme di leggerezza tutta italiota.
Coproduzione Occupazioni Farsesche(Firenze) e Teatro-Festival Baltijskij Dom (San Pietroburgo)
La Russia dell'uomo d'oro
storia di un padre e di migliaia di figli
spettacolo in russo e in italiano
testo Alessandra Bedino
regia Riccardo Sottili
movimenti di scena Antonio Bertusicostumi Oleg Golovkoscene Daniele Spisa e Oleg Golovko
assistente scenografo Gemma Romanelli
traduzioni Irina Dvizova
con Lino Spadaro, Vadim Jakovlev (Lev Brilliantov)
e con Nicolò Belliti, Antonio Bertusi, Alberto Galligani, Andrej Panin, Darja Stepanova, Alessio Targioni
con la collaborazione dellIstituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo
Premio K. Lavrov per il miglior spettacolo Festival Internazionale di Teatro X Meetings in Russia San Pietroburgo 2-11 aprile 08
Giuseppe, un uomo anziano che fa il ciabattino, vive nella sua bottega aspettando il ritorno del figlio Michele dalla campagna di Russia, anche se la guerra è finita ormai da molto tempo. Gli anni infatti sono passati, ma non per il ciabattino. Giuseppe fa dellattesa del figlio la sua fissazione e la sua unica ragione di vita. Chiuso nel suo mondo solitario, fatto di scarpe e pensieri, vive al confine della follia: parla da solo, senza più distinguere tra sogni e realtà. Nella sua bottega, cioè nella sua mente confusa, cominciano ad accadere cose strane: le scarpe si trovano fuori posto, compaiono oggetti mai visti, e personaggi sconosciuti lo vanno a trovare. Fra questi ci sono anche dei russi, con i quali riesce misteriosamente a dialogare. Questi fantasmi sono personaggi di una storia ormai passata, che lui non conosce ma desidera tanto immaginare: la storia di suo figlio. Tra Giuseppe e la Russia si apre un canale di comunicazione fantastica, totalmente irrazionale ed è così che lui, ma anche noi spettatori, accediamo ad un altro luogo e a un altro tempo: siamo sul fronte russo nel 1942. Conosciamo così il giovane soldato Michele, lamico Nuto, postino del battaglione, e il tenente medico veterinario Giovanni Bianco. Ma anche i russi Piotr, un padre che la guerra ha privato dei figli, Kolja, giovane partigiano e sua sorella Maa, presto innamorata di Michele. Armato della sua follia e con laiuto dellimmaginazione, Giuseppe si ritroverà egli stesso nel mezzo della tragica ritirata italiana, alla ricerca di suo figlio. E comè lecito attendersi lo ritroverà.
Occupazioni Farsesche ed il Teatro Baltijskij Dom collaborano ormai da molti anni. Ciò ha reso possibile la realizzazione di questo progetto, che comprende il documentario Russia Italia: il fronte della memoria e lo spettacolo La Russia delluomo doro storia di un padre e di migliaia di figli.
Punti di forza del progetto sono:
a. il carattere internazionale della coproduzione;
b. lattenzione fortissima che in Russia viene dedicata al tema della memoria intorno alla Grande Guerra Patriottica, come testimonia la continua desecretazione di materiali e documenti storici, riguardanti anche lARMIR (e che lUniversità di Voronez ha messo a disposizione);
i nuovi materiali e le testimonianze dirette raccolte durante un mese di riprese per il documentario;
la composizione del cast di attori (5 italiani e 3 russi) e la scelta di uno spettacolo bilingue (italiano e russo), che cerca di riprodurre le reali condizioni di incontro e di comunicazione tra i soldati italiani e la popolazione russa durante il periodo di occupazione e della ritirata
organizzazione: Provincia autonoma di Trento Assessorato alla Cultura - in collaborazione con Fondazione Museo storico del Trentino, Museo storico italiano della Guerra di Rovereto, Comune di Rovereto, Centro Servizi culturali S. Chiara e ANA Associazione nazionale alpini