La favola nel reale
Futuro Presente
La creatività possibile. Il cinema
Incontro con Andrea Segre e Enrico Magrelli
In un breve volger danni il percorso espressivo di Andrea Segre ha conosciuto una rapidissima maturazione. Segnalatosi come uno dei rappresentanti più rigorosi e stimolanti del cinema documentario nostrano (tra i suoi lavori più importanti sono da ricordare Come un uomo sulla terra, Il sangue verde, Magari le cose cambiano, A sud di Lampedusa), è passato ora al cinema di finzione con il fortunato Io sono Li, accolto con grande calore allultima edizione del festival di Venezia. Non si tratta, a dire il vero, di una conversione radicale. Quello di Segre resta infatti un cinema in cui la riflessione sulla realtà, pur vestita coi panni della favola, continua a essere lobiettivo principale. Saper mescolare con perfetto equilibrio fiaba, poesia e documentazione non è da tutti. Segre ci riesce benissimo, grazie a uno sguardo allenato, una sincera urgenza espressiva e una grande attenzione allevoluzione della nostra complessa società. Perché il futuro ricorda il regista padovano è nel presente.
Esplorare le realtà è ciò che amo. Realtà apparentemente minori, a cui la grande narrazione mediatica non concede spazio di parola, ma che rappresentano spesso il punto di vista più importante, più profondo, più umano. È la loro dignità che metto al centro dei miei racconti. Ed è con loro, non per loro o su di loro che cerco di raccontare. Prima di tutto perché questo mi permette di conoscere e di arricchire la mia prospettiva sul mondo e sulla vita. E spero che questo avvenga anche a chi poi ascolta e vede i miei, anzi i nostri racconti. Farlo con il documentario o con la fiction non importa. Sono due linguaggi che amo e che continuerò a intrecciare il più possibile giocando lungo il loro instabile confine. (Andrea Segre)
organizzazione: Associazione Incontri Internazionali di Rovereto