La guerra di Dio
Religione e nazionalismo nella Grande Guerra
La Biblioteca Archivio del CSSEO e la Fondazione Museo Storico del Trentino organizzano a Trento, mercoledì 14 ottobre, alle ore 17,30, nella “Sala degli Affreschi” della Biblioteca comunale (Via Roma 55), l’incontro-dibattito “La guerra di Dio. Religione e nazionalismo nella Grande Guerra”.
Massimo Libardi discute con Nicolao Merker. Introduce Fernando Orlandi.
La Prima guerra mondiale non fu una guerra di religione, ma ognuno degli stati belligeranti sosteneva di avere Dio dalla propria parte. Il connubio di religione e nazionalismo animò ovunque la propaganda, rafforzò la disposizione alla guerra e contribuì alla lunga durata. Con “La guerra di Dio”, da poco pubblicato da Carocci, Nicolao Merker propone una storia della simbiosi di religione e nazionalismo nella Grande Guerra.
Scrive Merker che “le Chiese elaborarono durante la Grande Guerra una serie di orientamenti a uso dei credenti e certamente ne veniva influenzato anche chi aveva sue proprie religiosità individuali. Quest'ultime sommavano interpretazioni personali della dottrina chiesastica, regole etico-religiose di varia provenienza, credenze individuali spiritico-animiste, affidamenti a specialissimi talismani di protezione. Un poilu ebreo ricordava di essersi munito di ben tre protezioni religiose: una medaglietta cattolica della Madonna, una medaglia luterana datagli da una signora protestante e, consegnatagli da suo padre alla partenza per il fronte, una mezuzah ebraica – cioè una pergamena con preghiere della Torah...
Grande scudo era il fatalismo. Il corrispondente britannico di guerra Philip Gibbs sentì ripetere tante volte nelle trincee inglesi di Fiandra che “non vale la pena di preoccuparsi: se su una granata tedesca è scritto il tuo nome, tu non la puoi scampare; se invece non è scritto, allora niente ti può succedere” (“Realities of War”, Heinemann, 1920, p. 117)
Un fatalismo più teologico emerge in un conversare tra poilus sul fronte di Verdun nel settembre 1914. Lì quando un capitano chiese a un cappellano militare che cosa c'entrasse Dio in quel macello, interloquì subito un tenente di complemento: “Non so dove si trovi Dio in questa guerra, perché noi l'enigma del mondo non ce lo possiamo spiegare; ma so perfettamente che io verrò colpito quando decide Lui, come decide Lui e dove decide Lui”. Il tenente era lo scrittore Henri Alain-Fournier, che morirà pochi giorni dopo. Pensare alla volontà di Dio invece che al cieco fato era più rassicurante, poteva preludere all'accoglienza del caduto nel novero dei “santi”. Una variante del fatalismo era anche la convinzione che sopravvivere voleva dire che si era chiamati dalla Provvidenza a una missione futura, predestinata e positiva.
Affronta questi e altri temi Nicolao Merker ne “La guerra di Dio. Religione e nazionalismo nella Grande Guerra” (Carocci, 2015).
Massimo Libardi discute con l’autore nell’incontro dibattito oraganizzato dalla Biblioteca Archivio del CSSEO e dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, che si terrà a Trento mercoledì 14 ottobre alle ore 17,30, nella “Sala degli Affreschi” della Biblioteca comunale (Via Roma 55).
Nicolao Merker studia al Liceo “Prati” di Trento e si laurea in filosofia all’Università di Messina nel 1953. Allievo di Galvano Dalla Volpe, è professore emerito della facoltà di Storia della filosofia a “Sapienza Università di Roma”. Tra le sue pubblicazioni: “Il sangue e la terra. Due secoli di idee sulla nazione” (Editori Riuniti, 2001); “Europa oltre i mari. Il mito della missione di civiltà” (Editori Riuniti, 2006); “Filosofie del populismo” (Laterza, 2009); “Atlante storico della filosofia” (Pgreco, 2010); “Karl Marx. Vita e opere” (Laterza, 2011); “Il nazionalsocialismo. Storia di una ideologia” (Carocci, 2013)
organizzazione: Biblioteca Archivio del CSSEO