La maledizione del cervo
Trento Oltre
Arca Azzurra Teatro - Astiteatro 29 - Centro Servizi Culturali Santa Chiara
La maledizione del cervo
di Murathan Mungan
ideazione dello spazio e regia Riccardo Sottili
riduzione e adattamento Massimo Salvianti con la consulenza di Ayse Saraçgil con la Compagnia L'Asina sull'Isola di Paolo Valli e Katarina Janokova
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci
costumi Lucia Socci luci Marco Messeri e Riccardo Sottili
suono Roberto Nigro
Un autore turco molto noto in patria, un testo splendido, immenso, fantastico, ricchissimo, denso di storie, emozioni, magia.
La saga di una famiglia, quattro generazioni per un racconto che sembra venire da "Le mille e una notte", che ci parla di un tempo favoloso di "Bey", di capi di una tribù nomade che decide di fermarsi, di diventare stanziale, del luogo scelto per questo, dei cervi scacciati dal loro territorio, della loro maledizione che porta alla dissoluzione di palazzi e di tante vite.
Un testo-fiume con un andamento fatto di scarti temporali dove le generazioni si mischiano in un presente sfuggente che è il sempre del racconto e di chi lo sa ascoltare.
Per questo l'Arca Azzurra ha progettato una riduzione del grande testo che mantenendone lo spirito e anche la lettera sappia però darne interi quei frammenti restituendo almeno in parte la magia con un lavoro rispettosissimo di adattamento drammaturgico. L'azione di un gruppo di cinque attori, che impersonano i protagonisti del lavoro, ne sintetizzano i movimenti restituendo la loro voce e accompagnando il tutto con lo scorrere di immagini affidate a L'Asina sull'Isola oltre che con un adeguato disegno luci.
Quindi una riduzione, un adattamento che non potrà restituire che in parte il grande respiro epico del testo di Mungan. Ci rendiamo conto soprattutto di quanto le vicende narrate sono lontane dalla nostra cultura, di come appartengano ad una tradizione che ci è largamente estranea. Ma allo stesso tempo siamo certi che il respiro, lo spirito di questa storia ci appartiene, appartiene alla necessità di narrare, di raccontare, di dare della propria condizione immagini magiche e fantasiose che è così presente in tutte le culture popolari del mondo e soprattutto a quella cui questa compagnia fa continuo riferimento nel suo lavoro quotidiano sulle tavole di tanti palcoscenici e presente in tutti i suoi spettacoli.
organizzazione: Centro Servizi Culturali S. Chiara - Teatri Possibili Trento