Laboratori CLANdestini
Sabato 5 febbraio, alle ore 20.30, al teatro Cuminetti (teatro sperimentale di Trento, Via Santa Croce 67) è in programma la serata di presentazione dei "Laboratori CLANdestini", iniziativa formativa promossa dall'Ufficio Servizio Civile della Provincia autonoma di Trento e rivolta ai giovani. Grazie alle loro attitudini artistiche, canore, musicali, i partecipanti ai "percorsi di laboratorio" hanno elaborato il loro " messaggio", in forma di spettacolo, sui temi della solidarietà e della difesa dei diritti civili.
Il progetto, che ha visto impegnati 18 giovani di età compresa tra i 15 e i 28 anni, aveva l'obiettivo di creare una forma di comunicazione, una sorta di spot promozionale, attraverso le arti dello spettacolo (teatro, musica, movimento e parola) sulle opportunità che il Sevizio civile offre ai giovani. Oggi che è venuta meno, per effetto della nuova legge sulla sospensione della leva militare obbligatoria, la scelta ideologica dell'obiezione di coscienza, diventa importante far conoscere i valori dell'esperienza di cittadinanza attiva e responsabile.
Nella parte iniziale del percorso sono stati forniti strumenti per sviluppare l'espressività e la creatività individuale. "Gli incontri di gruppo - spiegano gli organizzatori - sono serviti a prendere consapevolezza, socializzare e veicolare, tra i partecipanti, gli aspetti e i valori personali di solidarietà, impegno civile, etica della partecipazione. Sono emersi modelli di pace, di "difesa non armata" di accettazione e accoglienza".
I temi di lavoro dei laboratori sono stati, in parte, proposti dai conduttori ma sviluppati insieme ai partecipanti. Partendo da testi e letture sul tema dei valori democratici di partecipazione e libertà, sono stati presentati alcuni articoli della Costituzione e la loro attuazione pratica nel servizio civile. Sono poi state realizzate delle interviste, a giovani e meno giovani, all' esterno dei laboratori sul Servizio Civile.
Il percorso proposto si è sviluppato seguendo vere e proprie " tappe", che i partecipanti stessi hanno "creato" durante le loro attività di laboratorio, con l'intento di diffondere la cultura e la pratica del Servizio civile volontario, favorire una capacità partecipativa di cittadinanza attiva coerente con i principi del servizio civile, incoraggiare la valorizzazione della storia, dei valori, dei principi ispiratori del servizio civile e sostenere possibili forme alternative di "impegno civile", tolleranza e solidarietà.
La conduzione del laboratorio e la messa in scena finale sono a cura di Roberto Marafante (regista) ed Emanuela Rossini (scrittrice teatrale). Ha curato il coordinamento Ester D'Amato (Ufficio Servizio Civile della Provincia autonoma di Trento) mentre il progetto grafico porta la firma di Michelangelo Felicetti (obiettore dell'Ufficio Servizio Civile della Provincia autonoma di Trento).
organizzazione: P.A.T. Ufficio Servizio Civile