Lo scaffale degli ultimi respiri
La Keller editore è lieta di invitarla giovedì 28 aprile 2011, ore 19:00 - Circolo operaio di Santa Maria, Rovereto alla presentazione-aperitivo di "Lo scaffale degli ultimi respiri".
Aglaja Veteranyi, scrittrice di culto nei paesi di lingua tedesca e in Francia, arriva in Italia con un libro essenziale, in un universo di migranti che portano con sé culture di mondi che hanno lasciato.
Dal 15 aprile è disponibile in libreria l'intenso e poetico romanzo di Aglaja Veteranyi, scrittrice rumeno-svizzera scomparsa a soli quarant'anni. Sembra una storia di questi giorni quella narrata dalla protagonista anche se sullo sfondo ci sono ancora l'Europa divisa in blocchi e la fuga dall'Est come unica possibilità per una vita migliore.
In realtà i temi trattati nel romanzo sono di grandissima attualità: l'emigrazione, la famiglia, la contrapposizione tra la lingua madre e quella del paese in cui si è stati accolti e infine, anche la ricerca di una personale identità sulla quale fondare nuove certezze. Una storia fortemente autobiografica.
La morte dell'amatissima zia della giovane protagonista si offre come occasione per ripercorrere alcuni momenti della loro vita passati insieme e della vita di questa particolare famiglia. I genitori di Aglaja sono artisti circensi, hanno percorso l'Europa in lungo e in largo, trascinandosi dietro e sul palco i figli. Questo girovagare si ferma in Svizzera, dove li aspetta la zia e dove Aglaja si stabilisce con la madre e il fratello, imparando per la prima volta a leggere e scrivere, in tedesco.
Attraverso la scrittura la protagonista affronta la dura verità della perdita e le sostituisce un gioco di illuminazioni poetiche che ci conduce attraverso lingue e profumi di tutto il mondo e riti antichi come lavare il grano nove volte prima di fare il dolce dei morti.
Leggendo queste pagine intense si partecipa in prima persona a un processo di consapevolezza sconvolgente. L'autrice è alla ricerca di una verità che possa salvarla, che possa darle la risposta che sta cercando. Una ricerca disperata, la sua, di un'identità stabile e definita, di radici che non siano così difficili da individuare e ricostruire.
L'autrice
Aglaya Veteranyi nasce nel 1962 a Bucarest da una famiglia di artisti circensi. Vive un'infanzia disordinata e vagabonda, seguendo i genitori in tournée attraverso l'Europa, il Sud America e l'Africa e partecipando attivamente sin dai tre anni agli spettacoli dei genitori. Nel 1977 la famiglia fugge alla dittatura romena e si rifugia a Zurigo. A quindici anni, non avendo mai ricevuto un'istruzione, Aglaja è ancora analfabeta. Impara da autodidatta una nuova lingua, il tedesco, e apprende velocemente a leggere e scrivere. In Svizzera studia recitazione e dal 1982 si dedica anche alla scrittura. Lavora a molti progetti e iniziative, e nel 1999 pubblica il suo primo romanzo Perché il bambino cuoce nella polenta (Luciana Tufani Editrice, 2005) che la consacra come stella nascente della letteratura svizzera di lingua tedesca. Numerosi i riconoscimenti e i premi che riceve a livello nazionale e internazionale. Nonostante il successo però Aglaya Veteranyi, il 3 febbraio 2002, si toglie la vita annegando nel lago di Zurigo. Il suo secondo romanzo, Lo scaffale degli ultimi respiri, esce postumo lo stesso anno della morte.
La stampa ha detto
Qui scrive un'autrice dall'alto della fune, io guardo dal basso e mi si blocca il respiro.
Peter Bichsel
La Veteranyi scolpisce le sue frasi, ogni parola un monumento, gettata come una pietra che cade in profondità e forma cerchi nella coscienza del lettore.
Ute Hallaschka, DIE DREI
Per Aglaja Veteranyi la scrittura era una necessità esistenziale, un atto attraverso cui trovare se stessa, cercare il senso della vita e superare il dolore.
Peter Mohr
Leggiadra danza sull'abisso.
Urs Bugmann, NEUE LUZER-NER ZEITUNG
organizzazione: Keller editore