Marie-Madeleine / Berg Sans Nipple (Francia/Canada)
Cinema in Auditorium
Musica al cinema
Appuntamento con un gruppo rivelazione dellelettronica per la colonna sonora di un film ed un concerto da non perdere
Ormai da alcuni anni il Nuovo Cineforum Rovereto e Dissonanze Armoniche riservano una particolare attenzione alla contaminazione tra differenti linguaggi cinematografici e artistici, nell'intenzione di portare ad espressione la vivacità e la forza creativa che il cinema (quello contemporaneo come quello della classicità) e la scena musicale indipendente continuano a conservare. Proseguendo nel percorso iniziato qualche anno fa con la proiezione di film muti con accompagnamento musicale dal vivo, il cineforum propone nelle prossime settimane due appuntamenti dedicati al rapporto tra cinema e musica.
Il primo nasce proprio dalla collaborazione con Dissonanze Armoniche, con la quale in primavera si era già proposta la visione di un classico del muto (Alice in Wonderland) accompagnato dal vivo dagli americani Califone.
Domenica 5 dicembre alle ore 21 sarà in programma al Teatro alla Cartiera un film-concerto dei Berg Sans Nipple, gruppo rivelazione della scena elettronica internazionale che musicherà in esclusiva nazionale il mediometraggio Marie-Madeleine di Shane Aspegren (fotografo, filmmaker e musicista membro dello stesso gruppo). Si tratta di un duo franco-americano che attraverso pianoforti, batterie, organetti, rodhes e sintetizzatori analogici propone, tra post-rock, ambient ed elettronica, una musica fluida ed avvolgente che stupisce per la profondità timbrica e la ricchezza melodica. Nella prima parte della serata la straordinaria amalgama dei due musicisti, tutta chiusa in un fitto dialogo tra rock, jazz ed elettronica, accompagnerà la proiezione di un film in cui la dimensione onirica e sospesa della musica dei Berg Sans Nipple trova una compiuta formulazione visiva. Un film-diario girato con una nostalgica super 8 e con un video digitale dagli accesi e sfolgoranti cromatismi, dove si racconta di un giovane americano che vaga per le vie di Parigi. Non una semplice proiezione cinematografica adagiata su di una base musicale di accompagnamento, dunque, ma un film che vive proprio dellaffascinante simbiosi tra immagine in movimento e musica. Il concerto dei Berg Sans Nipple proseguirà nella seconda parte della serata.
Ingresso 6 euro.
Il fulcro, come spesso accade, rintracciabile nei lavori ambientali di Aphex Twin, la verve discretamente indietronica ed un piglio travolgente che sa di Chicago e di Constellation mischiato ai lavori più accessibili della Warp.
Lori Sean e Shane Aspegren - uno Parigino, laltro dellArkansas - sono due batteristi che hanno trovato la loro espressività nel frullare samples ed incastrarli dentro apparentemente semplici dialoghi di sezione ritmica. Aggiungiamoci lormai sacralità del laptop, qualche voce che appare dalle ombre della sensibilità liquida (Maria Taylor delle Azure Ray presente nel desolato minimalismo pianistico alla deriva che è Dilate In Rhythm) e dosi massicce di calda melodia buttata alla mercé del deviazionismo elettro-vellutato, ed otterremo la ricetta di questo esordio.
Dopo la sbornia di industrialità della breve titletrack iniziale, arriva una placida escalation di sensazionalismi in salsa electro, piccole saturazioni a scatti che appaiono e si nascondono pronte per lasciare campo libero ad una batteria in levare o ad un solo di tastiera (lepopea jazzy della trascinante Flapping).
Gocce degli ultimi Tortoise buttati nellodierno sentire mitteleuropeo.
A Free
si dilata frazionandosi in cori scarnificati, handclapping e chitarre laterali (ecco lapporto di due Do Make Say Think, Ohad Benchetrit e Justin Small), giocando poi con il laptop e mostrando quello che potevano diventare i Plaid se bonificati da tossine iconoclaste.
Blvd. Des Souvenirs è un melanconico wurlitzer gettato su un beat spesso ed irritante, mentre A New Soul cita gli Air contornando di contrasti ritmici una melodia sognante, gentile.
Stimulus Plan B riprende la schizofrenia in drills che infarciva la titletrack riesumando spettri di Richard James e dei suoi beat, ma sta alla conclusiva e seconda versione di We Try To Resist
far sì che tutte le componenti messe in gioco trovino il giusto incastro per compenetrarsi ed annullarsi in un magma incandescente di sensualità elettronica dipinta di candore visionario.
Un po di quel che si definiva nu-jazz, un po del post-rock più dilatato ed electro-dipendente ed un po di sana umoralità da laptop, fanno di questo Form Of un disco che permette ancora una volta di vedere come il nozionismo creativo di maniera, se utilizzato con anima ambientalmente trasversale e con una buona dose di gusto, possa ancora concedere qualche ottimo numero
organizzazione: Associazione Nuovo Cineforum Rovereto - Associazione Dissonanze Armoniche - Ass. alla Cultura