Michael Krassner (Usa) / Bevel (Usa) / Lanterna (Usa)
Michael Krassner è nellambito indie americano un nome di assoluta importanza. Fondatore e anima del collettivo Boxhead ensemble ha iniziato anche una carriera solista e una serie di interessanti collaborazioni.
Lattenzione è quella verso una musica che sappia muoversi in maniera obliqua attraverso i vari generi. Percorsi sospesi, suoni eterei e talvolta inesistenti che disegnano storie di vite in ricerca. Sentimenti, sguardi sospesi e sorpresi sul mondo, cammini di ricerca della felicità interrogativi e stupore sono i temi che scaturiscono dal percorso di questo songwriter.
Lanterna è il progetto solista primario del prolifico chitarrista Henry Frayne e Highways è il suo terzo album (un live split con gli Scenic escluso), dopo Elm Street (2001) e Sands (2002), grazie ai quali ha ricevuto riconoscimenti internazionali.
Con Highways i Lanterna (nei quali Frayne è supportato dalla batteria di Eric Gebow e dai tape effects di Mike Brosco) offrono il miglior rock strumentale attualmente in circolazione: luccicante, splendente, raggiante e pieno di echi tracciati dalle linee di chitarra.
Inevitabile è il confronto con gli Scenic, il cui leader Bruce Licher ha realizzato il progetto grafico dellalbum.
Rispetto agli Scenic, la band di Frane è meno nervosa e meno diretta, preferendo composizioni calme, ma evitando come la peste scorrevolezza della musica new age, preferendogli un buon ritmo rock.
Highways subisce influenze dalla psichedelia dei Pink floyd, ma offre anche allascoltatore unidea di viaggio fisico oltre che psichedelico.
Mr. Via Nuon, in arte Bevel, per il suo secondo album solista si fa accompagnare da una miriade di amici e sforna un disco che surclassa le precedenti esperienza. Coprodotto, registrato e mixato assieme a Michael Krassner del Boxhead Ensemble e realizzato con laiuto di altri chicagoani eccellenti e insospettabili come Fred Lonberg-Holm, Joshg Berman, Ryan Hembrey, Deanna Varagona e Mick Turner dei Dirty Three, Where the Leaves Block the Sun è un disco che non dista moto da quanto letichetta vorrebbe, citando, nella press sheet, gente come Pearls Before Swine, Brian Eno e i Popol Vuh. Restano, ovviamente, i pezzi che nella struttura non si allontanano dalla via maestra del cantautorato Usa come Generosity, Lamp Post, la malinconica Through Reflection Inhabits (perché fa venire in mente i Joy Division?...), Saint Peters Burg, nonostante la strumentazione non sia mai così prevedibile chitarra, violino, mandola e pedal steel ma anche tocchi di batteria elettronica, samples e fiati. Altrove però la musica si dilata, lasciando spazio a lunghe aperture e code strumentali nelle quali la mano di Krassner, ruvida e sottile, agreste e onirica insieme, è più che evidente.
organizzazione: Associazione Dissonanze Armoniche