Muri
Stagione di prosa di Rovereto 2013/2014
Teatro della Cooperativa
Muri
prima e dopo Basaglia
di Renato Sarti
con Giulia Lazzarini
regia Renato Sarti
Nel 1972 avevo appena incominciato a fare l'attore in un piccolo gruppo teatrale a Trieste, e la direzione dell'Ospedale Psichiatrico Provinciale ci concesse l'uso del teatrino situato nel comprensorio manicomiale a condizione che, durante le prove e gli spettacoli, fosse consentito l'accesso agli utenti. Durante le prove nel teatro venivano spesso degli utenti, fra questi c'era Brunetta, una ragazza lobotomizzata, che aveva marchiata sul suo volto tutta la violenza di cui le istituzioni sono capaci: pochi denti, occhi infossati, cicatrici sulla testa. Insieme a una parte del cervello le avevano tolto anche la capacità di camminare diritta e l'uso della parola. Ciondolava in avanti, braccia a penzoloni, e si esprimeva a mugugni, come una scimmietta. Si sedeva con noi e non chiedeva altro che quello che per anni le era stato negato: affetto. Ogni nostro gesto di affetto lo ricambiava con un sorriso che, nonostante fosse sdentato, era meraviglioso. Nel '74 sono venuto a Milano a fare teatro. Brunetta non c'è più da parecchi anni, ma i suoi sguardi e la sua storia fanno indelebilmente parte della mia. Camicie di forza, sporcizia, ricorso massiccio (a volte letale) a docce fredde, psicofarmaci, pestaggi, elettroshock. Lobotomia. Questo era il manicomio prima dell'arrivo di Franco Basaglia: una sorta di lager in cui sui ricoverati si perpetrava ogni tipo di coercizione e violenza.
Muri - prima e dopo Basaglia - è un testo scritto sulla base di alcune testimonianze di infermiere, soprattutto quella di Mariuccia Giacomini. Con l'arrivo di Basaglia, il dialogo e il rispetto hanno preso il posto della violenza, rendendo labilissima la precaria distinzione tra la "normalità" di coloro che dovevano curare e la "follia" dei ricoverati. Scattava fra loro una complicità all'insegna della comprensione e della condivisione della umana sofferenza. La protagonista del testo riflette sulla sua esperienza trentennale di infermiera e lo fa con la nostalgia particolare (quela del poeta, quela che te sa tropo ben che non pol tornar), ma soprattutto con la lucidità di chi si rende conto che la spinta straordinaria (di mutamento) di quegli anni si è affievolita e che rischia di finire inghiottita dall'indifferenza generale. La legge Basaglia è uno dei punti più alti della storia della nostra democrazia. È stata una delle grandi conquiste di carattere sociale, umano e civile del nostro Paese. Dobbiamo conoscerla, difenderla, perché bisogna sempre riaffermare con forza che le lancette della storia non si possono - non si devono - riportare indietro.
Renato Sarti
Ci sono stati dei momenti di assoluta emozione, di grande tensione emotiva, tutto detto attraverso la voce di Giulia Lazzarini. Tutto questo in una situazione di grandissima tensione emotiva e sintesi.
Sandro Avanzo, Radio Popolare
organizzazione: Comune di Rovereto Assessorato alla Contemporaneità