Oltre la carta, il cinema
Futuro Presente
La creatività possibile. Il cinema
Incontro con Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi e Enrico Magrelli
Una delle più gradite sorprese dellultima Mostra del Cinema di Venezia è stata lesordio alla regia di Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, uno dei più importanti e raffinati disegnatori italiani (collabora, tra laltro, con La Repubblica e Internazionale). Alle prese con una profonda crisi creativa, Gipi ha accolto la proposta di Domenico Procacci e ha scelto di aprire la propria esperienza artistica alla settima arte. La sfida era di quelle non banali, tanto più che per Gipi non si è trattato di mettere in scena il proprio universo fumettistico, ma di crearne uno nuovo, che fosse capace di mescolare fantascienza e dramma urbano e di abbracciare col proprio sguardo una società sempre più disillusa. Per il debutto dietro la macchina da presa Gipi si è ispirato al libro di fumetti di un collega (Nessuno si farà del male, di Giacomo Monti), a dimostrazione di quanto i percorsi della creatività tra graphic novel e grande schermo siano prolifici.
Al di fuori del cinema, intanto, tutto va a rotoli. Ma è normale, perché i film battono l'esistenza sessanta a zero a tavolino. Come diceva Truffaut: "I film vanno avanti come i treni, capisci? Come i treni nella notte." A proposito di treni. Ieri, in treno, appunto, ho scritto le prime dieci pagine di quello che mi piacerebbe, se non tiro le cuoia prima, essere il mio secondo film. Vedremo. (Gipi)
organizzazione: Associazione Incontri Internazionali di Rovereto