Per altre città non saprei tracciare la rotta
Per altre città non saprei tracciare la rotta, lo spettacolo che andrà in scena mercoledì 25 maggio al Teatro Cuminetti, è il frutto di una serie di incontri. E non tutti felici. Lincontro fra persone che si sono trovate a condividere il tempo e gli spazi della detenzione allinterno della Nuova Casa Circondariale di Spini di Gardolo; lincontro con nove giovani attrici e un giovane attore; lincontro con un uomo di teatro preparato e sensibile quale è Emilio Frattini, attore-mimo e regista.
Ne è nato un progetto che Frattini ha voluto, pensato e realizzato con laboratori di creatività, recitazione e movimento espressivo, cioè gli elementi dellarte dellattore e del Teatro: per far divenire visibile linvisibile. Grazie a questo concerto di sensibilità, di esistenze, di competenze, di sogni, di coraggio e di curiosità, si è realizzato un momento di verità vivo, concreto, fatto per restare nelle coscienze di chi vi ha partecipato e nella memoria di chi vi ha assistito.
Atto finale di un viaggio fatto di domande e risposte, di riflessioni e incanti, di desideri, di sorprese e rivelazioni, lo spettacolo è tratto da Le città invisibili di Italo Calvino, un libro che, come scrive Emilio Frattini, dovrebbe trovare sempre posto accanto ai nostri cuscini, affinché le sue pagine ci possano accompagnare nel passaggio tra la veglia e il sonno. Ogni suo frammento è un viatico per le molte anime in viaggio, ogni sua città una meta ambita e sfuggente per i nostri sogni.
Il cast dello spettacolo, rappresentato nel febbraio scorso presso la Casa Circondariale, è formato da questi giovani signori ristretti in una città invisibile e da un gruppo di giovani sperimentatori della scena teatrale. «Il Teatro spiega Emilio Frattini è la meta finale di un viaggio in cui confrontare lesperienza del crescere-imparando con larte della comunicazione per eccellenza; unarte che restituisce ai giovani e ai meno giovani la capacità di sperimentare tutti i sensi e le emozioni del corpo, tutte le speranze sognate o ricordate che li rendono capaci di scegliere il proprio viaggio nella vita e nei desideri, di immaginare scambi di pensieri e di valori, di preparare sguardi e gesti per il futuro, tutti quei punti cardinali da cui osservare le relazioni e i rapporti, tutti i segni e le metafore per riconoscere chi e cosa in mezzo allinferno non è inferno. E farlo durare, e dargli spazio».
Immaginare su un palcoscenico un mondo come quello descritto da Calvino è stato possibile affidando il racconto a molti attori, lasciando che il filo della narrazione si spezzi e si riannodi di continuo, mentre il mondo si racchiude e si apre in un microcosmo infinito. Calvino nelle sue Lezioni Americane raccomanda di portare con noi nel millennio, nel quale ormai ci siamo inoltrati da dodici anni, la leggerezza
«Questo salto agile a cui il poeta ci invita e che vince la pesantezza del mondo spiega ancora Frattini lo abbiamo ritrovato nelle città calviniane e abbiamo tentato di riprodurlo con un allestimento che vuole essere una tenue e rispettosa sovrapposizione di immagini visive su quelle letterarie. Anche la scelta del nostro titolo teatrale ha in sé la leggerezza del dubbio, insinua nello spettatore un senso di sospensione, quasi di smarrimento. La nostra bussola però, è stata posizionata verso lunico punto cardinale per noi possibile, e di sicuro la rotta tracciata passa per un palcoscenico, una luce, il suono di una voce, un sipario e una platea. Noi non chiederemo un pedaggio per portarvi con noi, ma ad ogni TERRA gridato dal pubblico risponderemo con gratitudine».
Lo spettacolo, che si avvale delle musiche originali composte da Bruno Coli e Marco Olivotto, è stato prodotto dallAssociazione con Arte e con pArte con il sostegno del Consiglio della Provincia autonoma di Trento e dellAssessorato provinciale alla Cultura.
Provincia autonoma di Trento
Associazione con Arte e con pArte
Consiglio della Provincia autonoma di Trento
Casa Circondariale di Trento
presentano
Per altre città non saprei tracciare la rotta
Drammaturgia: Emilio Frattini e Oliviero Corbetta
Ideazione e regia: Emilio Frattini
Musiche originali: Marco Olivotto e Bruno Coli
Luci: Marco Comuzzi
Fonica: Massimo Maggipinto
Tecnico video: Davide Maggipinto
Realizzazione ed elaborazione video computer:
Studio ArteArchitettura e Mauro Cappelletti
Ennio Pepe e Studio RARO
Protagonisti
Chiara Visca
Diletta La Rosa
Margherita Giuliani
Luana Albergo
Laura Ferrero
Elena Cascino
Chiara Francese
Martina Nardelli
Ana Isabel Andrade Luna
Lucas Joaquin da Tos
Marco Serena
Carlo Puglisi
Roberto Potrich
Angelo Volturo
Davide Minelli
Hoxha Shpetim
Giuseppe Mosso
Partecipano
Cristiano Brunelli
Andrea Andreatta
Daniela Cappiello
Emilio Frattini
Ideazione e regia di Emilio Frattini
Con il patrocinio della Presidenza
del Consiglio della Provincia autonoma di Trento
Si ringraziano inoltre:
Assessorato alla Cultura, Rapporti europei e Cooperazione
Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza
Casa Circondariale di Trento:
Antonella Forgione
Domenico Gorla
Michele Traversa
Ministero della Giustizia
Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
Associazione Sagapò Teatro di Bolzano
organizzazione: Provincia autonoma di Trento - Associazione con Arte e con pArte - Consiglio della Provincia autonoma di Trento - Casa Circondariale di Trento