Riccardo III
Live Act 10
da Shakespeare
Con: Michele Albergo, Sandro Anesi, Nadia Bernardon, Enrico Cigolla, Aldo Clerico, Patrizia Csako, Christian Endrizzi, Giovanni Paternoster
Regia e drammaturgia: Elena Marino e Silvia Furlan
Assistente alla regia: Ugo Baldessari
Produzione: Teatrincorso Spazio 14
Proseguono gli appuntamenti di spettacolo di "Live Act 10" con "Riccardo III" (www.spazio14.it) del I anno allievi dell'Accademia dello Spettacolo e della Comunicazione di Trento.
Domenica 27 giugno, presso il Teatro San Marco di Trento (alle 20.45), andrà in scena una rilettura del "Riccardo III", in termini tragicomici e grotteschi per sottolinearne le somiglianze con il nostro tempo cinico, proposta dagli allievi del I° anno della Scuola di Teatro di Spazio 14 (www.spazio14.it). Sul palco Michele Albergo, Sandro Anesi, Nadia Bernardon, Enrico Cigolla, Aldo Clerico, Patrizia Csako, Christian Endrizzi, Giovanni Paternoster.
Riccardo III Duca di Gloucester è uno dei "cattivi" per antonomasia del teatro shakespeariano. Eppure la sua presunta malvagità non si rivela altro che specchio per l'ipocrisia che lo circonda e che egli sfida ironicamente, stabilendo fin dall'inizio un'aperta complicità con il pubblico. Le trame e le imprese di Riccardo portano allo scoperto la viltà, il cinismo, il tradimento, la ferocia della società nella quale egli vive e opera e alla quale unicamente egli si adatta, impegnandosi a esserne il rappresentante migliore.
Il momentaneo tempo di pace nel quale si trova il paese esaspera Riccardo, perché gli impedisce il suo gioco preferito: la guerra. Riccardo cerca lo scontro per prevalere, l'emergenza e la tensione per approfittarne e impossessarsi del regno. Attorno a lui, manovrati da lui, da lui rivelati, regine e sicari, nobili e cosiddetti "amici", uniti da legami di sangue e interessi, si adoperano in una giostra di banali efferatezze subite e inflitte.
Riccardo come bambino mai cresciuto, nella sua stanza dei giochi e degli orrori, infine della solitudine. Il suo carattere, tutt'altro che vigliacco, di fronte alla sconfitta non lo fa retrocedere, ma supplicare per un ulteriore chance, una mossa in più sullo scacchiere, una fuga tattica per combattere ancora e sempre l'avversario. "Il mio regno per un cavallo!", le ultime parole pronunciate da Riccardo prima di morire, sono il vizio del giocatore di fronte alla scritta "game ove".
Di fronte alla sconfitta e alla morte, Riccardo richiede un ulteriore "play", un'altra possibilità di gioco. Non chiede un cavallo per una fuga vigliacca, bensì per continuare a combattere. Del regno, a Riccardo, interessava assai poco: il gioco del potere è tutto ciò che desidera.
organizzazione: Teatrincorso Spazio 14