Ritornare
Parallel Events to Manifesta7
Epiphaneia. La Speranza per-dono
R I T O R N A R E
piccola cantata per voce recitante, coro misto
violoncello e organo
misero luomo che non riconosce
la sua miseria e non intona
un Miserere
Tommaso Lonardi nella Malattia mortale
il pensiero di Kierkegaard trasposto in monologo
incontra pagine corali e strumentali antiche e nuove
con Voci Roveretane, Lorenzo Corbolini, Cristian Ferrari
Nella forma del saggio antropologico-teologico Kierkegaard svolge ne La malattia mortale (1849) il processo dialettico della coscienza religiosa, litinerario contrastato della conversione. Un percorso che si snoda nella urgente prospettiva esistenziale del pensatore nordico, quella che privilegia la singolarità, lindividuo in rapporto con il suo fondamento. In una esperienza che, nel farsi cosciente, conosce necessariamente langoscia.
Malattia mortale è la disperazione, ovvero loblio dellidentità di singolo davanti allo sguardo di Dio, malattia dello spirito che solo con fatica acquista consapevolezza, e in più rovesciamenti successivi, dopo aver toccato il fondo, può approdare alla guarigione. Possibilità che è, come nella parabola del Figlio prodigo (curiosamente non citata dal filosofo), un ritornare.
I momenti decisivi di questa sofferta peregrinazione attraverso il negativo -la Disperazione della debolezza, lOstinazione, la Conversione- nella trasposizione in forma di monologo metrico (stanze di endecasillabi sciolti di Giuseppe Calliari) sono il Lamento della coscienza malinconica, lInvettiva della perversione titanica, il Miserere del convertito.
Interpretate dallattore, le tre parti sono incorniciate dalle sezioni del Salmo 50, il Miserere biblico appunto, in forma corale. Si tratta di unimportante partitura barocca, il Miserere di Domenico Scarlatti, nel quale monodia gregoriana e costruzione polifonica si succedono in un clima di fervida invocazione. Richiamo interiore capace di trasformare, di convertire, è posto in contrasto con le prime parti del monologo e con gli interludi strumentali che lo commentano.
Gli Interludi strumentali per organo e violoncello, composti da Fabio Conti, preannunciano nei motivi tematici la conclusiva esecuzione corale del Veni Creator Spiritus (Sequenza pentecostale che compie il percorso), pagina in prima esecuzione dello stesso Conti.
Allo strumento ad arco, alter-ego dellio narrante, è affidato fin dallinizio il motivo del Veni Creator, ma in forma frammentata: è dunque invocazione che non riesce ad alzarsi, canto che non si scioglie. Una sequenza armonica discendente dellorgano rappresenta lo sprofondamento, in figure via via variate, mentre accordi tenuti indicano la debolezza e scompaiono dove la debolezza è negata. Infine il motivo melodico disteso si fa voce dellio ritrovato, fiduciosa invocazione dello Spirito.
Lallestimento luministico essenziale è dello scenografo Romano Perusini.
Interpretano: lattore Tommaso Lonardi
le Voci Roveretane dirette da Rudy Parisi.
Lorenzo Corbolini al violoncello, Cristian Ferrari allorgano
organizzazione: UCAI (Unione Cattolica Artisti Trentini) sezione di Trento - Centro Bernardo Clesio - Vita Trentina - Comunicazioni Sociali Associazioni Laicali - Federazione Cori del Trentino