Rue Pigalle. Un omaggio a Edith Piaf
I Concerti della Domenica
Cristina Coltelli canto e voce narrante
Fabrizio Milani pianoforte
Sergio Chiti fisarmonica
RUE PIGALLE
Un omaggio a Edith Piaf
BRANI:
La Foule L'Accordéoniste Elle fréquentait la Rue Pigalle Sous le ciel de Paris L'Homme à la moto Hymne à l'amour Les mots d'amour Mon manège a moi Les amants d'un jour Bravo pour le clown La belle histoire d'amour La vie en rose Mon Dieu Un jeun homme chantait A l'enseigne de la fille sans coeur A quoi ça sert l'amour Non, je ne regrette rien Milord Johnny tu n'est pas un ange J'm'en fous pas mal
Cristina Coltelli, è nata a Palermo. Nel 97 si diploma presso la Scuola di Teatro di Bologna, contemporaneamente inizia gli studi sulla Commedia dellArte e il teatro popolare con la compagnia Attori e Cantori di Pordenone e debutta nei panni di Arlecchino con la commedia Le 99 fatiche di Arlecchino, di cui è anche autrice e regista. Nel 96 la troviamo a fi anco di Andrea Jonasson, Paola Quattrini, Ugo Pagliai e Paola Gassman nel ruolo di Francesca da Rimini in Interno, per la regia di Lorenzo Salveti. Lavora con lo stabile di Parma sotto la guida di Walter le Moli col quale interpreta la balia in Romeo e Giulietta e sotto la guida di Gigi DellAglio che la dirige ne Langelo sterminatore di Buñuel. Nellestate del 2000 è a Londra presso la Royal Academy per la realizzazione dellEnrico IV, nel doppio ruolo di Giovanna DArco e della Regina Margherita. Da due anni è impegnata nella performance di canzoni dautore con particolare attenzione al personaggio di Edith Piaf.
Fabrizio Milani e Sergio Chiti si sono diplomati entrambi in pianoforte presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna con il Maestro Franco Agostini. Hanno cominciato la carriera concertistica in duo a due pianoforti e a quattro mani nel 1987, sotto la guida dei maestri argentini Hector Moreno e Norberto Capelli e da allora, dopo aver vinto alcuni concorsi nazionali ed internazionali, hanno toccato teatri e sale di tutta Italia essendo invitati con frequenza in varie città: Teatro Verdi di Pisa, Teatro Guglielmi di Massa, Accademia Filarmonica di Messina, Accademia Filarmonica di Bologna, Teatro Comunale di Sassari, CIMES e Siem a Bologna, Sala Bossi del Conservatorio di Bologna, Università di Pisa di Rimini e di Bologna, Orchestra filarmonica di Torino, Accademia Chigiana di Siena, Circolo degli Artisti di Venezia, Milano, Cagliari, RAI di Torino ecc. Di questi ultimi anni è lesperienza con la fi sarmonica e larrangiamento di brani di provenienza popolare da proporre come classici della musica dautore, alla ricerca di nuovi repertori e di nuove formule di proposta come la multimedialità.
Fabrizio Milani, diplomato in composizione e in direzione dorchestra, si esibisce accompagnando al pianoforte numerosi cantanti e, come maestro collaboratore lavora regolarmente con i Teatri: Rossini di Lugo, Comunale di Modena e di Bologna, Fondazione Arturo Toscanini.
Sergio Chiti, laureato in organizzazione ed economia dello spettacolo allUniversità di Bologna, è direttore dellassociazione La Musica Interna che si occupa di promozione didattica e perfezionamento musicale.
Quando Edith Giovanna Gassion debutta, nel 1935, il fonografo elettrico è ancora un oggetto raro ed elitario, i cantanti non sono altro che dei saltimbanchi che tengono banco dallalto di un marciapiede, sepolti dalla forza delle stesse canzoni (...). Quando la grande Edith Piaf muore, nel 1963, la musica è diventata show business, la figura dellartista ha surclassato le sue stesse canzoni, il mondo è profondamente cambiato, ma Edith ha attraversato tutti i suoi mutamenti, influenzando e subendo trentanni di storia e di musica, restando impressa nellimmaginario collettivo come interprete, come donna e soprattutto come una delle voci più significative del XX secolo, la voce che ha saputo gridare tutto il dolore del mondo.
Lidea di uno spettacolo con le canzoni di Edith Piaf nasce nel 1999 allinterno della progettazione culturale di Bologna 2000. Allinizio doveva essere una performance per cantanti e attori, che riportasse alla mente le atmosfere di una Parigi a cavallo di due secoli. Andando avanti con le repliche e sperimentando il prodotto con il pubblico, il contenuto dello spettacolo è profondamente cambiato nelle intenzioni e nella sua messa in scena: sono scomparse le scenografie, i testi teatrali, spariti gli attori. Sul palco sono rimasti un pianoforte e una fisarmonica che accompagnano le canzoni immortali di Edith. A cavallo di un altro secolo, Edith Piaf si è saputa ancora imporre con le sue melodie e le sue personali atmosfere, sbaragliando il superfluo, i lustrini e i travestimenti, per tornare a raccontare storie vere che arrivano dritto al cuore e allo stomaco, nella semplicità di una rappresentazione a stretto contatto col pubblico. Le canzoni della Piaf si snodano allinterno della narrazione della sua esistenza, la vita di una donna che ha cantato sentimenti universali come lamore, la morte, la necessità di vendersi, la vita e la paura di vivere. Una donna che ha attraversato trentanni di storia, impegnandosi in prima persona, come quando si rifiutò di cantare per il regime nazista dedicandosi invece ad un campo di prigionieri. Una donna che ha vissuto fino in fondo, tra le gioie e i dolori, e che ha regalato ai suoi ascoltatori dei veri e propri inni, semplici a volte come una filastrocca, a volte pesino buffi e grotteschi.
Rue Pigalle è un recital di canzoni che accompagna lo spettatore in un viaggio della memoria, regalandogli anche delle sorprese come dei brani di cabaret poco conosciuti in Italia, che dipingono una Piaf sorridente e beffarda, contro tutti i dolori che la vita le ha regalato. Un percorso che si dimostra sempre attuale, elegante, doloroso, struggente e coinvolgente. Così come la vita dovrebbe essere.
Cristina Coltelli
organizzazione: Comune di Trento Assessorato alla Cultura, Turismo e Biblioteche